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di Alberto Giulini

Corriere di Torino, 21 novembre 2025

L’uomo è stato trovato con un cappio artigianale attorno al collo, vani i tentativi di rianimazione. Dramma nella notte nella Casa Circondariale di Torino, dove un detenuto di circa 50 anni si è tolto la vita nella sua cella. L’allarme è scattato intorno all’1.15, quando un agente della Polizia Penitenziaria, durante un giro di controllo nella decima sezione del Padiglione C, ha notato un’anomalia nel blindo della cella. Nonostante lo spioncino fosse bloccato, l’agente è riuscito ad aprire parzialmente la porta e ha scoperto l’uomo appeso con un cappio di stoffa al collo. Immediatamente è scattato un intervento disperato, con il supporto del personale presente e l’arrivo del 118, ma alle 2:30 il decesso è stato constatato.

Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) ha espresso vicinanza all’agente e a tutto il personale coinvolto, definendoli “eroi silenziosi” per la tempestività e la professionalità dimostrata. Per il Sappe episodi come questo “mettono in luce le carenze del sistema di assistenza psicologica e sanitaria negli istituti penitenziari, sottolineando come la Polizia Penitenziaria sia spesso costretta a ricoprire ruoli multipli: vigili del fuoco, infermieri, psicologi e mediatori culturali”.

Secondo il segretario Vicente Santilli, è urgente “rafforzare il personale medico e psicologico specializzato e garantire supporto psicologico agli operatori, spesso esposti a situazioni altamente stressanti”. Anche il segretario generale Donato Capece evidenzia come il suicidio sia tra le principali cause di morte nelle carceri italiane, ricordando che “la prevenzione è fondamentale non solo per i detenuti, ma per tutto l’istituto”.