La Stampa, 7 agosto 2025
Dopo gli attacchi di Fratelli d’Italia, già raccolte oltre 200 firme. “L’equilibrio, il rigore, la tenacia e l’indipendenza di Bruno Mellano sono la scelta migliore per succedere a Monica Gallo come Garante dei detenuti di Torino”. Parola di Franco Corleone, presidente del Comitato scientifico della Società della ragione (associazione che si occupa di giustizia e diritti, ndr), ma anche di oltre duecento persone. Sono quelle che in due giorni, insieme a tantissime onlus e realtà della società civile, hanno firmato l’appello lanciato in difesa dell’ex Garante regionale dopo l’attacco di Fratelli d’Italia.
Il caso è scoppiato nell’ultimo giorno di luglio, quando il capogruppo Carlo Riva Vercellotti e il vice Roberto Ravello del partito di Meloni a Palazzo Lascaris hanno attaccato Mellone, tacciato di “strabismo ideologico” e di aver difeso troppo i detenuti e poco la Polizia penitenziaria. Parole che la Camera penale ha attaccato con ironia ma anche forza: “Ci scusiamo con Bobbio” per aver consentito che costoro occupassero “il Consiglio regionale”; la difesa è poi arrivata anche dal portavoce della Conferenza nazionale dei garanti, Samuele Ciambriello.
Ma il caso non si spegne, e Corleone dà la sua lettura: “Io non credo che quello di FdI fosse un attacco diretto a Mellano spiega ma probabilmente un modo per lanciare un messaggio alla nuova Garante: noi ti abbiamo nominato, ora devi seguire le nostre indicazioni. Ma si tratta di un messaggio che mette in discussione il senso di una figura è rivolta ai più deboli non a chi ha già fortissimi diritti sindacali”. Come la Polizia penitenziaria.
“Ecco perché, di fronte a una nomina regionale “sotto tutela”, a Torino serre un controcanto autorevole: è questo che chiediamo al Comune”. Sarà il sindaco Stefano Lo Russo, dopo un confronto con i capigruppo, a scegliere il futuro Garante tra una rosa di nove nomi. Anche se “a livello nazionale c’è un accordo con l’Anci per cui questa figura dovrebbe essere scelta dal Consiglio comunale, in molte città è già stato recepito. Vediamo se lo farà anche Torino”, continua Corleone.
Tra le firme locali, quelle di Andrea Polacchi dell’Arci Piemonte, i radicali Igor Boni e Andrea Turi (ma anche il segretario di +Europa Andrea Magi), la capogruppo di Stati Uniti d’Europa in Regione Vittoria nullo e a docente di Diritto penitenziario di Unito Giulia Mantovani. “Tutta questa partecipazione, che non mi aspettavo conclude Corleone dimostra come ci sia consapevolezza dei rischia cui bisogna far fronte”.











