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di Carlotta Rocci

La Repubblica, 2 agosto 2023

La salute in carcere è un tema delicato anche solo per il fatto che si aggiunge a una condizione di privazione della libertà personale che complica qualunque manovra. “L’accesso alla documentazione sanitaria non è semplice, molte informazioni si perdono”, denunciano gli avvocati dell’associazione StraLi che, tramite il consigliere Simone Fissolo hanno portato il tema in consiglio comunale.

“Il caso di un detenuto straniero, senza famiglia, con gravi problematiche di salute di natura psichiatrica ha portato alla luce la situazione drammatica che vive il carcere Lorusso e Cutugno”, commenta il consigliere denunciando la difficoltà con cui famigliari e difensori possono avere incontri con i medici, avere accesso alla cartella clinica o alle informazioni delle visite specialistiche. La procedura per accedere alla cartella non è diversa da quella di ciascun cittadino iscritto al servizio sanitario nazionale ma - precisa l’associazione - “se ne può avere solo copia cartacea dietro al pagamento d circa 50 euro, e in alcuni casi, solo a fronte di un’autorizzazione giudiziaria”.

La questione è ancora più delicata quando il paziente è psichiatrico. Fissolo ha raccontato in aula il caso di un detenuto straniero, senza una rete famigliare alle spalle e nullatenente, non in grado dunque, di pagare la somma necessaria ad ottenere una copia della cartella. “Mancano i mediatori per i colloqui”, denuncia Fissolo sulla base dell’informativa di Strali, un punto su cui ha risposto l’assessore Gianna Pentenero sottolineando che in carcere sono presenti 5 mediatori. L’assessore ha comunque riconosciuto come la situazione sanitaria sia “una problematica importante e urgente”. Gli avvocati Benedetta Perego, Emanuele Ficara e Nicolò Bussolati, membri dell’associazione si dicono soddisfatti per il riconoscimento della problematica generale ma sottolineano “le contrazioni del diritto alla salute e d difesa rispetto all’accesso alle informazioni sanitarie. La dignità delle persone passa anche per queste garanzie fondamentali, che non possono essere trascurate, tanto più in un istituto dove solo nelle ultime settimane si sono tolte la vita tre persone”, dicono.

L’associazione denuncia difficoltà anche come a volte informazioni necessarie vengano perse nel trasferimento dei detenuti da un carcere ad un altro “rendendo complicata anche la continuità delle terapie”. I colloqui tra medici e famigliari sono regolati da un accordo con l’Asl del 2018 ma - denuncia Strali - sono spesso difficili. “I pazienti psichiatrici a volte vengono spostati nel reparto dedicato senza dare spiegazioni all’interessato”, si legge nell’interpellanza comunale, “questo rischia di aggravare condizioni di fragilità già importanti”, sottolinea l’associazione no-proft che si occupa d diritti umani.