di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 6 luglio 2024
Non sono solo “dentro” i problemi che affliggono le nostre c arceri: per la maggior parte dei detenuti che finisce la pena e si lascia alle spalle la cella inizia un percorso in salita: se, come raccomanda l’art. 27 della nostra Costituzione, davvero il tempo trascorso dietro le sbarre “deve tendere alla rieducazione del condannato” in vista del suo reinserimento sociale, come mai nel nostro Paese la recidiva - cioè la ricaduta nel reato - per i reclusi che non hanno avuto la possibilità di un inserimento lavorativo sfiora il 70%, mentre per coloro hanno frequentato corsi di formazione e tirocini in azienda si abbassa al 2%?
Perché scontare una pena fuori dal carcere con un inserimento lavorativo fa bene a tutti, a chi ha commesso un reato e alla società. È la scommessa di “Impresa accogliente” il progetto che coinvolge imprese profit e cooperative sociali torinesi nella formazione e offerta di lavoro ai reclusi che usufruiscono delle misure alternative come la detenzione domiciliare o l’affidamento in prova al servizio sociale. Nel 2023, tra Torinese e Astigiano, aree di competenza dell’Uiepe, Ufficio interdistrettuale esecuzione penale esterna di Torino, sono state oltre 2.800 i ristretti soggetti a pene alternative.
L’iniziativa, prima in Italia, promossa dall’associazione torinese “La goccia di Lube” che opera dal 2018 per il reinserimento lavorativo delle persone che hanno avuto problemi con la giustizia, è stata presentata lo scorso 27 giugno presso la sede di Vol.To, la “casa” del volontariato torinese, per chiamare a raccolta imprese profit e cooperative sociali disponibili a offrire occupazione o formazione al lavoro a chi sta scontando una pena fuori dal carcere.
Il progetto, finanziato dall’assessorato al Welfare della Regione Piemonte, per ora avrà la durata di un anno e si svolgerà nell’area metropolitana di Torino, come ha spiegato Adriano Moraglio, presidente de “La Goccia di Lube”. Coinvolgerà oltre trenta volontari che si alterneranno a coppie nella presa in carico delle persone sottoposte a pene alternative segnalate dall’Uiepe e dall’Ussm (Ufficio di servizio sociale per i minorenni) che ne valuteranno le competenze, i punti di forza e le fragilità per avviarli alla formazione e al lavoro.
Hanno già aderito al progetto: Agenzia Piemonte lavoro, i Centri per l’impiego torinesi, Adecco Api Torino, Api formazione, Unione industriali di Torino, Immaginazione e lavoro, Confcooperative Piemonte nord, Confesercenti Torino e provincia, Ucid, Ance Torino - collegio costruttori, Scuola edile fsc, Cdo Piemonte, Fondazione Casa di carità, Vol.To. Sono 40 le persone che nella primavera appena trascorsa “La goccia di Lube” ha preso in carico per l’avviamento al lavoro e 7 hanno ottenuto un contratto avvalendosi in via sperimentale degli enti che hanno aderito all’iniziativa.
Ora il Progetto parte ufficialmente e si spera, come ha sottolineato Antonella Giordano, direttore reggente dell’Uiepe, che interventi come questo “a supporto dell’inserimento lavorativo costituiscano anche una efficace strategia per la riduzione della recidiva”. Già alcune aziende hanno partecipato al progetto inserendo del loro organico persone che usufruiscono delle misure di pena alternativa. Durante la presentazione è stata consegnata la prima targa-riconoscimento - che verrà assegnata a tutte le “imprese accoglienti” - a Luca Ordazzo, titolare della Market Service di Givoletto. Informazioni su www.lagocciadilube.it.











