sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Marina Lomunno


La Voce e il Tempo, 21 maggio 2021

 

Ancora un riconoscimento al Polo Universitario torinese per gli studenti detenuti, il primo nato in Italia nel 1998, grazie a un protocollo d'intesa tra Università degli Studi di Torino, Tribunale di Sorveglianza e Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria. Franco Prina (nella foto), ordinario di Sociologia giuridica e della devianza, delegato del rettore dell'Ateneo Torinese per il Polo Universitario per studenti detenuti è stato riconfermato l'8 maggio scorso presidente della Cnupp, la Conferenza nazionale delegati poli universitari penitenziari istituita dalla Crui (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) tre anni fa.

L'Università di Torino è tra i fondatori della Conferenza, quale primo Ateneo in Italia a costituire un Polo Universitario in carcere a partire dagli anni '90, grazie all'impegno volontario di alcuni docenti, e poi ufficializzato nel 1998. Una tradizione che continua, come sottolinea il professor Prina, con la firma dell'Ateneo torinese per l'Anno Accademico 2020-21 della convenzione con il carcere di Saluzzo che ospita detenuti in regime di Alta Sicurezza con lunghe pene da scontare che hanno richiesto di iscriversi ai corsi universitari. Attualmente sono 60 i reclusi, di cui 4 donne, iscritti all'Ateneo torinese nella Casa circondariale "Lorusso e Cutugno" e nella Casa di reclusione "Rodolfo Morandi" di Saluzzo (14).

Dei 60 iscritti, 11 stanno completando gli studi dopo aver lasciato il carcere e aver ottenuto misure alternative. 5 gli studenti laureati. Gli atenei italiani aderenti alla Cnupp con studenti iscritti sono passati da 22 nell'anno accademico 2018-19 a 37 nel 2020-21 (+18,5%); le carceri in cui operano i Poli Universitari penitenziari da 70 a 82 (+17,1%); gli studenti iscritti da 796 a 1034 (+29,9%). In aumento le donne da 28 studentesse nel 2018-19 a 64 nel 2020-21 (+128,6%). In occasione della conclusione del primo triennio di vita della Cnupp, venerdì 7 maggio si è tenuto un seminario on line sul tema "Il diritto agli studi universitari in carcere", in cui hanno partecipato tra gli altri Franco Prina, la vice-rettrice dell'Università di Torino, Laura Scomparin, Pietro Buffa, già direttore della Casa Circondariale torinese ora provveditore dell'amministrazione penitenziaria Lombardia (Prap).

Franco Prina ha sottolineato come la presenza delle Università negli Istituti penitenziari va intesa non più come impegno volontaristico "ma di sistema: garantire il diritto allo studio a chi è privato della libertà, per alcuni di proseguire gli studi universitari, per altri di iniziarli è dare un senso al tempo della pena e darsi una prospettiva per il dopo pena.

Entrambi i 'sistemi' (universitario e penitenziario) debbono maturare la condivisione del principio di adempiere congiuntamente a un proprio dovere imprescindibile: garantire a tutti coloro che lo desiderano e ne hanno i requisiti, la possibilità di esercitare il diritto allo studio. Per questa via offrendo opportunità di maturazione alle persone detenute, di ricostruzione del proprio sé culturale, favorendo un loro positivo rientro nella società".

Se la detenzione con percorsi di avviamento al lavoro, allo studio, al volontariato, da tempo "sospeso" diventa periodo fecondo, ci guadagniamo tutti: "investendo sull'istruzione i rischi di recidiva calano drasticamente, con benefici non solo per il singolo ma per tutta la società italiana".