di Elisa Sola
La Stampa, 6 aprile 2025
L’autore premio Oscar gira a Torino il suo nuovo film, “La grazia”: le riprese nel padiglione E. C’è fermento nel carcere di Torino. Questa volta non per l’ennesima rivolta dei detenuti contro il sovraffollamento o le condizioni di vita, definite disumane. Ma per un evento che non ha nulla a che fare con il crimine: l’inizio delle riprese di un film. Un film vero, all’interno del penitenziario solitamente inaccessibile per i non addetti ai lavori. E non si tratta di un film qualunque, secondo quanto raccontano i poliziotti penitenziari e gli avvocati che sabato mattina sono entrati nel Lorusso e Cutugno. Ma della nuova opera di Paolo Sorrentino. Il celebre regista è già stato visto in città da qualche giorno, intento a girare le riprese della sua nuova opera “La grazia”. E sabato, le sue troupe e gli attori, sono stati visti anche in carcere. L’entourage del regista mantiene il massimo riserbo sull’evento. Non commenta.
Ma gli agenti della penitenziaria non avrebbero dubbi. “È proprio il film di Sorrentino!”, racconta uno di loro. E un collega precisa: “Hanno montato i camper e allestito le macchine da presa e anche il camion che dà da mangiare e da bere agli attori nel cortile interno al carcere, davanti al reparto dove i detenuti fanno il pane. Gli attori, o le comparse, erano vestiti da persone che sembrano povere, forse non del nostro stesso secolo, ma non saprei dire”.
Un altro poliziotto garantisce: “Torneranno lunedì e martedì, ma questa volta non staranno solo nel cortile. Entreranno nel padiglione E, dove ci sono i detenuti. Si dice che arriverà Toni Servillo in persona. I detenuti sono emozionati. Ma anche noi”. Il padiglione E, va precisato, è considerato uno dei “migliori” reparti del carcere di Torino. Non in senso estetico, ma di “popolazione detenuta”. Sarebbe, in sostanza, il padiglione dove i rischi di rivolte sono meno probabili. Qui ci sono i detenuti che studiano, anche all’università. Qui ci sono i carcerati che, per la loro buona condotta, fanno parte della squadra di rugby e che quotidianamente si allenano.
Tutti i poliziotti e tutto il personale del carcere sarebbe stato allertato e preparato da giorni per l’evento. Nella massima riservatezza. Ma ieri, le troupe e gli attori sono stati inevitabilmente notati anche dagli avvocati che sono entrati in carcere per i colloqui con i loro assisiti detenuti. “Il cortile del Lorusso e Cutugno sembrava un set - racconta un legale - ho visto gli attori in un momento di pausa. Si stavano rifocillando. Chissà che scene gireranno”.
Sul nuovo film di Sorrentino vige il segreto più assoluto, riguardo a contenuti e programmi di regista e attori. Ma in carcere è impossibile passare inosservati. Soprattutto in un istituto, quello di Torino, dove le proteste sono all’ordine del giorno.











