sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Matteo Roselli

Corriere di Torino, 17 agosto 2024

Rossomando (Pd): servono subito misure di alleggerimento. “Per il Padiglione C del carcere di Torino sono stati stanziati 18 milioni di euro per la ristrutturazione. Il che vuol dire che le condizioni sono disastrose. Allora perché utilizzarlo in questa fase?”. La vicepresidente del Senato ed esponente dem Anna Rossomando, dopo l’episodio di Ferragosto e la visita al carcere Lorusso e Cutugno fatta qualche giorno fa, si interroga sulla possibile chiusura dello spazio più difficile della struttura torinese.

Dopo il sopralluogo si immaginava questo episodio?

“Che la situazione fosse molto critica, così come nella maggior parte delle carceri italiane, si sapeva già prima di entrare al Lorusso e Cutugno. È una situazione denunciata con grande chiarezza dagli addetti ai lavori e anche noi abbiamo fatto lo stesso durante la discussione sul decreto carceri e sorprendentemente abbiamo trovato un muro di indisponibilità”.

Cosa avete visto all’interno del carcere?

“Abbiamo avuto la conferma delle difficilissime condizioni. Le alte temperature diventano insopportabili in uno stato di detenzione come questo.tra celle sovraffollate e le condizioni fatiscenti di detenzione, con gli scarafaggi che entrano dalle finestre. In più c’è un’alta carenza di agenti di polizia penitenziaria. Ne mancano 200 solo a Torino, ma nel Decreto carceri 2025-2026 si parla di 500 assunzioni in tutta Italia. Ma di cosa stiamo parlando? Allo stato attuale non ci sono le condizioni per affrontare adeguatamente la situazione del personale . Ma mancano anche assistenti sociali, psicologi e funzionari”.

Quali soluzioni imminenti chiedete?

“Gli emendamenti delle opposizioni offrivano un ventaglio di proposte sulle alternative al carcere. Ne cito una per tutte: replicare quello che era stato sperimentato durante il Covid con successo, ovvero che il residuo pena di 18 mesi poteva essere scontato in detenzione domiciliare. Abbiamo chiesto più volte la proroga di questa misura, ma questa maggioranza, che ha in mano la situazione da 2 anni, non ha mai voluto prenderla in considerazione neanche con gli emendamenti”.

E sul lungo periodo questo carcere è ancora attuale?

“Così com’è non è utilizzabile. Ci vuole il coraggio e l’onesta di non utilizzare quelle parti del carcere che non sono dignitose. Servono, in generale, diversi interventi radicali di medio e lungo periodo, ma nell’immediato ci vogliono comunque misure di alleggerimento. La liberazione anticipata già ora non è un automatismo e viene applicata esempio, nella riforma Cartabia, quando una pena non supera i 4 anni si può avere la detenzione domiciliare. Ad ora questo avviene quando non si sorpassano i 2 anni, così noi abbiamo chiesto un allineamento, ma fino ad ora non è stato fatto nulla”.

Quale potrebbe essere un’azione per affrontare al meglio il futuro?

“Nonostante lo sbandierato securitarismo della maggioranza, ci sono degli sbagli anche su questo, perché gli istituti in queste condizioni producono di fatto insicurezza. L’obiettivo non deve essere quello di creare buoni detenuti, ma formare buoni cittadini. Sembra che il governo guardi solo al carcere come proposta, come se al di fuori ci fosse l’impunità. Quello su cui non bisogna transigere è che la Costituzione non può fermarsi al di fuori dei cancelli del carcere”.