di Chiara Comai
La Stampa, 27 ottobre 2026
Lo studio in carcere aiuta a cambiare. La storia di Endurance Emiowele (29 anni) e l’esperienza al Polo penitenziario dell’Università di Torino. “Studiando in carcere ho capito che l’errore che ho fatto non mi definisce”. Endurance Emiowele ha 29 anni e gli mancano cinque esami per conseguire la laurea in Global law. Ha iniziato il suo percorso come studente del Polo penitenziario dell’Università di Torino, che ogni anni consente a decine di detenuti di investire il proprio tempo studiando e, così, preparandosi a rientrare nella società con un titolo di laurea spendibile nel mercato del lavoro.
Ha voluto ringraziare l’Ateneo - Adesso Emiowele è una persona libera. Ha deciso però di ringraziare l’Ateneo con un intervento pubblico durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico. “Studiare in carcere non è facile - ha spiegato - È un ambiente complicato, caotico, con strutture inadeguate e con gravi problemi di sovraffollamento. Però è importante: permette di dare senso e significato al tempo trascorso da detenuti, permette di continuare a immaginare il proprio futuro, di pensare un progetto per la propria esistenza”.
“In Nigeria volevo studiare, la mia famiglia era povera” - UniTo è la prima università in Italia ad aver istituito una figura di vicerettore proprio delegata al Polo universitario penitenziario. Emiowele ha raccontato la sua storia. “Quando vivevo in Nigeria volevo studiare, ma la mia famiglia era troppo povera. La povertà, le difficoltà, l’illegalità, l’incertezza e la sensazione di non avere un futuro mi hanno spinto a cercare qualcosa di diverso”.
Arrestato in Libia quando aveva 16 anni - Così è partito ed è scappato. È stato arrestato in Libia, aveva solo 16 anni. Un anno dopo è arrivato in Italia. “Purtroppo, la mia storia non è stata creduta dalle autorità e non mi è stato concesso un permesso di soggiorno per motivi di asilo”, ha spiegato. Da lì, il baratro. “Per anni ho vissuto senza una situazione regolare. Sono stato sfruttato. Ho vissuto per strada. Ho chiesto l’elemosina”. Finché non ha compiuto dei reati. Ha riassunto così: “Ho preso decisioni e sono stato coinvolto in situazioni che non erano legali, e non sono orgoglioso di dirlo, semplicemente perché cercavo di sopravvivere”.
“Ho scoperto che la mia storia non finisce con l’arresto” - È entrato in carcere nel 2022. “C’è una cosa importante che voglio che le persone capiscano: una persona può commettere degli errori senza diventare essa stessa un errore. Per me il carcere è diventato il luogo in cui ho scoperto che la mia storia non finisce al momento dell’arresto”.
Dalla licenza media alla maturità e la laurea - In questi anni ha conseguito la licenza media, ha fatto la maturità e adesso è quasi arrivato alla laurea in Giurisprudenza. Ma soprattutto, è cambiato. “I libri mi hanno aperto gli occhi e ho iniziato a vedere le cose in modo diverso. L’istruzione mi ha mostrato possibilità che prima non ero mai riuscito a vedere. Le persone possono cambiare. Ma hanno bisogno di opportunità per farlo. Io le ho avute”.









