di Marta Mastrocinque
torinocronaca.it, 28 settembre 2026
La delegazione della Camera penale “Vittorio Chiusano” del Piemonte Occidentale e Valle d’Aosta denuncia una limitazione all’accesso durante la visita al Cpr di Torino. Gli avvocati Roberto Capra, Emilia Rossi, Matteo Ferrione, Elisa Costanzo e Benedetta Perego, componenti della Commissione Carcere e Sorveglianza, hanno potuto accedere soltanto agli spazi esterni ai moduli abitativi, senza entrare nelle aree in cui le persone trattenute trascorrono la giornata. Secondo quanto riferito dai penalisti, la Prefettura di Torino avrebbe autorizzato la visita esclusivamente agli “spazi comuni”, sulla base di una direttiva del Ministero dell’Interno. L’interpretazione adottata avrebbe però escluso gli ambienti interni ai moduli: la delegazione ha potuto transitare lungo le recinzioni perimetrali, ma non accedere, per esempio, alla mensa o ai cortili compresi tra le recinzioni e gli edifici.
La Camera penale definisce il limite inedito rispetto alle visite effettuate negli ultimi vent’anni. Il riferimento è anche al sopralluogo del 19 luglio 2025, quando gli avvocati avevano potuto visitare gli spazi di trattenimento e raccogliere elementi sulle condizioni della struttura. Il Cpr di corso Brunelleschi, riaperto il 24 marzo 2025 dopo circa due anni di chiusura, disponeva all’epoca di una capienza autorizzata di 70 posti, mentre erano presenti 60 persone. La relazione successiva alla visita aveva registrato alcuni miglioramenti, tra cui il rafforzamento del servizio psicologico, una nuova stanza sanitaria, una piccola biblioteca e una maggiore presenza dei difensori. Erano però emerse anche criticità relative a acqua calda, igiene, materassi, pulizia degli spazi comuni e attività disponibili.
Secondo i penalisti, la nuova modalità di accesso impedisce di verificare direttamente proprio quelle condizioni materiali. “Non poter entrare negli ambienti in cui svolge la vita in comune delle persone trattenute”, sostengono, significa limitare il controllo sulle condizioni del trattenimento. La Commissione ha annunciato che chiederà chiarimenti al Dipartimento competente del Ministero dell’Interno, per conoscere la direttiva richiamata dalla Prefettura e i limiti previsti per le visite. Al centro della contestazione c’è quindi anche la definizione di “spazio comune” all’interno di un Cpr e, più in generale, le modalità con cui gli organismi esterni possono esercitare le proprie funzioni di vigilanza.









