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di Andrea Vignali

rainews.it, 6 ottobre 2026

L’allarme dell’Autorità: carenza di visite sanitarie, condizioni igieniche e privacy. Una situazione che, se non risolta, potrebbe “configurare un trattamento inumano” e violare la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Niente sapone, shampoo né carta igienica per giorni. Bagni che si allagano, senza porte e vicini ai letti. Detenuti sistemati sui materassi in terra. Cure e visite negate, malattie trascurate, mancanza di medicinali e di documentazione sulle procedure di controllo e sull’uso della forza. Il tormento dei migranti nel Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Torino nero su bianco, nel Rapporto del Garante nazionale dei Detenuti.

Pubblicato in questi giorni, il rapporto riferisce la visita del Garante nella struttura di Corso Brunelleschi il 26 marzo 2026. Dopo la visita, a maggio 2026, la sentenza di un anno di carcere alla ex direttrice del Cpr con accuse di “animalizzazione” e “de umanizzazione” nei confronti di un detenuto, per fatti avvenuti nel 2021. A distanza di pochi giorni, la sospensione del nuovo direttore, e un rinvio a giudizio per aggressione su un altro detenuto. Oggi il Cpr torna nell’occhio del ciclone per il trattamento dei migranti, che rischia di diventare “inumano e degradante”, avverte Mario Serio, membro del Garante: “La prosecuzione di alcune prassi ove non corrette e ove assumessero un carattere sistematico, per esempio la mancata fornitura di prodotti di natura igienica, rischierebbe di trasformarsi in trattamenti inumani e degradanti. Noi segnaliamo cioè il pericolo della degenerazione.”

Il diniego di farmaci all’interno del centro avrebbe già causato diversi episodi di autolesionismo: sono 56 in tutto nei primi tre mesi dell’anno, due ogni tre giorni. Ma a fronte dell’emergenza il rapporto sottolinea l’assenza di un protocollo operativo per la prevenzione e gestione del rischio autolesivo e suicidario. Procura e Ministero dell’Interno, fa sapere il Garante, hanno attivato un processo di ascolto e collaborazione sulle misure richieste per la risoluzione dei problemi. Che restano numerosi e gravi.