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torinoggi.it, 29 settembre 2022

Il progetto costerà 126.396 euro, in gran parte coperto da fondi regionali. Diciotto i disoccupati impiegati, segnalati dalle case circondariali Lorusso e Cutugno e Ferrante Aporti.

Dare una prospettiva di futuro ai carcerati, per consentirgli di rifarsi una vita una volta scontata la pena. È questo il senso del progetto contro la disoccupazione dedicato a persone sottoposte a misure restrittive delle libertà personale, che mira a reintrodurre alla vita quei detenuti senza lavoro, offrendogliene uno. Il progetto permetterà a 18 detenuti del carcere Lorusso e Cutugno e della casa circondariale minorile Ferrante Aporti di Torino di essere impiegati in uffici comunali e biblioteche. Sarà il Comune di Torino a garantire loro un’indennità pari a 25,60 euro al giorno, per un massimo di 25 ore settimanali.

I disoccupati potranno così mettere da parte qualcosa, ma soprattutto imparare un mestiere e ricominciare a reinserirsi nella società. L’obiettivo - come si legge nella delibera approvata dalla Giunta Lo Russo - è “il recupero sociale di persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale attraverso l’inclusione in percorsi di reinserimento che siano riconosciuti come socialmente utili, per favorire l’opportunità di esperienze sociali accanto alla possibilità di accrescere competenze e conoscenze capaci di migliorare la posizione dei partecipanti sul mercato del lavoro”.

I costi coperti per metà da fondi regionali - Il costo totale del progetto (diviso in realtà in due filoni) è di 162.942 euro per il 2022 e il 2023, di cui 86.374 coperti da fondi regionali e i restanti da fondi di spesa corrente del Comune stesso. I carcerati disoccupati lavoreranno in attività comunali, come il servizio biblioteche e il servizio economato.