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Corriere di Torino, 19 dicembre 2022

Il Natale solidale. Fare un dono e nello stesso momento aiutare chi ne ha bisogno. A Torino quest’anno si può diventare l’amico di penna di un detenuto o il Babbo Natale di chi versa in condizioni di povertà. Il Gruppo Abele, dopo la campagna partita a ottobre “Una sciarpa speciale”, a dicembre propone una donazione ad hoc per non escludere nessuno dalla magia delle feste. Si tratta delle palline illustrate per la onlus dall’architetto, illustratore, grafico, insegnante e autore di libri per l’infanzia, Sergio Olivotti.

A Settimo Torinese le palline della Onlus sono esposte tra gli scaffali della libreria Alicante di Simona Martino in via Italia 67. A Piossasco si trovano nella Libreria 55, dove in via Palestro, 55 ad aprire la porta è Elisa Caldara. In centro a Torino, invece, ben due i punti dove fare la donazione: a Binaria - centro commensale, nello spazio gestito dal Gruppo Abele in corso Trapani 91/A e nella libreria Il Ponte sulla Dora di Borgo Rossini.

Il Gruppo Abele, nella presentazione dell’iniziativa, ringrazia i librai che hanno voluto collaborare al progetto: “In fondo lo diciamo da sempre che cultura e accoglienza viaggiano insieme. Ecco, questo Natale lo fanno davvero grazie a loro e, se vorrai, anche grazie a te”, scrivono. “La campagna di ottobre è andata e sta andando molto bene”, informano, “siamo molto contenti e speriamo che le palline abbiamo altrettanto successo”.

Sempre in occasione del Natale, la Fondazione Vincenzo Casillo e Liberi dentro - Eduradio & Tv lancia invece una chiamata alle parole e propone di scrivere una lettera a una persona detenuta sconosciuta, che può vivere anche nei centri di detenzione torinesi. L’indirizzo a cui spedirla è una email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

“Possiamo raccontare l’esito di una giornata, un proposito buono del risveglio, il resoconto di un viaggio, la crescita di un figlio, una passeggiata nel verde, una ricetta sperimentata, una canzone appena scoperta. L’intento è quello di mettere nelle mani di una persona isolata e spesso anche giudicata un frammento della nostra vita libera, che sia uno stimolo, un’ispirazione, un auspicio o anche solo un abbraccio”, scrivono gli organizzatori. “Vogliamo creare delle connessioni. Mettere in circolo buone parole spogliate di ogni pregiudizio o pietismo”.