di Alessandro Mondo
La Stampa, 5 agosto 2024
Presidio dei radicali durato tutta la notte scorsa: “Più informazione e interventi immediati della politica”. Quindici ore di presidio. È cominciato ieri sera - a poche ore di distanza dalle rivolte scoppiate anche al minorile Ferrante Aporti - un presidio di Europa Radicale al carcere Lorusso e Cutugno di Torino per chiedere al governo interventi immediati e alla stampa più attenzione: esposti su un’auto i nomi dei 62 detenuti e dei 7 agenti di polizia penitenziaria che si sono suicidati dal primo gennaio a oggi.
“La notte è il momento più difficile e doloroso per chi vive dietro le sbarre - spiega Igor Boni -. Per questo abbiamo passato l’intera notte di fronte al carcere. In un periodo che non è uguale agli altri perché il mese di agosto rappresenta per i detenuti la notte dell’intero anno con celle bollenti e il disinteresse delle Istituzioni e della politica che diventa quasi totale. Il carcere scoppia, letteralmente. Occorre farsene carico, occorre far sapere agli Italiani cosa accade dietro le sbarre con i diritti dei detenuti e degli agenti calpestati, frantumati, distrutti”.
La punta di un iceberg - E ancora: “I 62 suicidi di detenuti dal 1 gennaio ad oggi e i 7 suicidi di agenti di polizia penitenziaria, i disordini di queste ore al Ferrante Aporti e al Lorusso e Cutugno con milioni di danni, sono la punta di un enorme iceberg. Le responsabilità vengono da lontano ma occorre dire senza mezzi termini che questo Governo ne ha molte, continuando a non guardare una bomba che sta esplodendo, rendendosi corresponsabile quando non mandante delle violazioni in atto. Gli Italiani devono poter conoscere per farsi un’opinione informata, non su preconcetti”.









