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di Elisa Sola

La Stampa, 22 aprile 2025

Rovasio, associazione Marco Pannella: “Manca un reparto psichiatrico per le donne, c’è solo per i maschi. Nessuna risposta dal Dap nonostante la nostra segnalazione”. Sta tutto il giorno, e anche la notte, rannicchiata sul lettino della sua cella. In silenzio. La testa rivolta verso il muro. Non dice una parola. La sua compagna di stanza, una detenuta che lavora per alcune ore, e che per il resto della giornata si prende cura di lei, dice: “Il problema non è se mangia o se beve. Perché quello lo fa. Il punto è che lei ha smesso di parlare. Si è chiusa completamente. Forse non ci riconosce nemmeno più”.

Detenuta psichiatrica invalida da mesi in cella - Nella sezione femminile del carcere Lorusso e Cutugno il tempo sembra bloccato. Passano i giorni e le settimane. Ma lei, questa donna di 50 anni, detenuta psichiatrica invalida al 100 percento, è sempre lì. In una cella. Da quattro mesi. Dopo due ordinanze distinte, due scritte in tre mesi, nelle quali il tribunale di sorveglianza di Torino stabilisce che quella donna non debba stare lì. Ma in una comunità sanitaria.

Mancanza di strutture sanitarie per detenuti psichiatrici - La direzione delle Vallette, e anche la direzione sanitaria del carcere, si sono attivati per cercarle un posto. “Ma non ce ne sono, al momento, nelle strutture sanitarie adatte ai pazienti psichiatrici come lei che devono finire di scontare una pena”, spiega Sergio Rovasio, presidente dell’associazione Marco Pannella.

Visita dei radicali e denuncia delle condizioni - Domenica, insieme a una delegazione del partito radicale, con il garante regionale dei detenuti Bruno Mellano, Rovasio è andato a fare visita alle persone detenute. Il giro è partito dalla sezione femminile. “I problemi che ci segnalano le donne sono tanti - spiega Rovasio - a partire dal cibo, che è sempre lo stesso e a volte non buono. Mangiano spesso riso scotto o freddo. Le detenute ci raccontano anche che vivono con scarafaggi e muffe. Ma la questione più grave riguarda la sanità. Alle Vallette esiste una nuova struttura psichiatrica, ristrutturata da poco, ma c’è posto solo per i maschi”. Non esiste un motivo logico per spiegare questa disparità di trattamento. Pare che sia una questione di spazi.

Reparto psichiatrico solo per uomini - Dopo che l’ex reparto Sestante, oggetto di una vecchia indagine della magistratura, era stato demolito, al Lorusso e Cutugno era stata costruita una nuova sezione psichiatrica, per 22 detenuti. Ma solo nella sezione maschile, come in precedenza. Nella sezione femminile gli spazi non sarebbero adeguati e abbastanza grandi per ospitare un reparto analogo. Inoltre, pesa la questione numerica. I detenuti maschi alle Vallette sono circa 1400, le femmine un centinaio.

Gestione delle detenute psichiatriche - Cosa succede quando alle Vallette arriva una detenuta con problemi psichiatrici? Se c’è posto, viene messa in una delle due stanze più vicine ai posti di guardia. Sono celle dedicate per le detenute psichiatriche. Se il posto non c’è, va in una cella comune.

Il caso ignorato della detenuta invalida - Anche se sta male. E anche se in carcere non dovrebbe proprio stare. Come nel caso della donna di cui abbiamo scritto la scorsa settimana su La Stampa. “Abbiamo scritto più volte al Dap per segnalare l’assenza di una sezione femminile psichiatrica, ma non abbiamo mai ricevuto risposta”, precisa Rovasio. E aggiunge: “Ho visto la detenuta invalida. Le ho detto di essere forte. Di resistere e di mangiare. Lei mi ha guardato un attimo ma poi e si è buttata di nuovo sul cuscino. Non ha mai parlato. Temiamo per la salute di lei e delle persone come lei. In quel piano del carcere si era già suicidata una donna. E domenica la compagna di cella che l’aveva trovata ci ha raccontato tutta la scena. Dopo molto tempo è ancora sotto choc”.

Sovraffollamento nella sezione femminile - Poi, c’è il problema del sovraffollamento. I radicali hanno contato, nella sezione femminile, posti per 85 persone. Ma sono 108 le detenute costrette attualmente a condividere spazi vecchi e stretti. Ci sono anche due bambini, in queste celle, insieme alle madri.

Problemi strutturali nelle sezioni maschili - Domenica la delegazione dei radicali ha fatto visita anche ai detenuti delle sezioni maschili. In quella dove vivono i 45 detenuti studenti, su tre docce ne funziona solo una. Ma è solo uno dei problemi esistenti.

Appello per la riforma del sistema carcerario - L’avvocato Luca Calabrò, che tutela la detenuta invalida, dice: “Al di là della situazione della mia assistita, bisogna ripensare l’intero sistema carcerario. Le strutture sono spesso fatiscenti e degradate, manca personale e mancano gli strumenti. In questo contesto non è possibile pensare al carcere come luogo per la riabilitazione del detenuto”.