di Luca Ronco
torinotoday.it, 21 novembre 2024
Il processo sui fatti avvenuti il 15 agosto 2022 inizierà a giugno 2025. Non ci sono dubbi che quello di Alessandro Gaffoglio, detenuto nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino trovato morto soffocato il 15 agosto 2022 all’interno della sua cella, sia stato un gesto volontario. Secondo la Procura, la responsabile della tragedia sarebbe una psichiatra che opera nel penitenziario. È l’unica indagata per i fatti di 2 anni fa e oggi, mercoledì 20 novembre 2024, è stata rinviata a giudizio. L’accusa è omicidio colposo e il processo che proverà a fare chiarezza sulla vicenda inizierà a giugno 2025.
Un passato difficile - Gaffoglio aveva 24 anni e una storia complessa alle spalle, come hanno raccontato i suoi genitori dopo la sua morte: lunghi periodi in ospedale, difficoltà a metabolizzare traumi subiti da bambino… Tante fragilità che si intrecciano, compreso il consumo di droghe e alcune rapine per cui era finito in carcere.
Le carte dell’inchiesta - Al Lorusso e Cutugno, secondo l’accusa, la psichiatra avrebbe provocato la sua morte per “negligenza, imprudenza o imperizia”. Nel mirino del pubblico ministero è finito il “declassamento” di Gaffoglio dal livello medio di sorveglianza a quello lieve, a opera dell’imputata. In conseguenza di questo, sarebbero stati restituiti al detenuto degli indumenti in una busta di plastica, che lui avrebbe utilizzato per il suo gesto volontario. Il capo di imputazione parla anche di presunte mancanze nella somministrazione dei farmaci antidepressivi di cui Gaffoglio aveva bisogno.
Il processo - La famiglia della vittima si è costituita parte civile con le avvocate Laura Spadaro e Maria Rosaria Scicchitano. Il legale Gian Maria Nicastro, invece, difende l’imputata. “Dimostreremo durante il dibattimento l’innocenza della mia assistita - guarda avanti l’avvocato - Il detenuto aveva il sacchetto dei vestiti a disposizione già prima della revisione del livello di sorveglianza”.










