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di Sarah Martinenghi


La Repubblica, 31 dicembre 2021

 

Appello di Garante dei detenuti e avvocato per un rapper di 27 anni con turbe psichiche che aggredì il padre: "Si sta lasciando andare, dopo 10 giorni in ospedale è stato riportato in carcere ma il suo posto è un istituto". Una situazione così critica da somigliare a quella di Antonio Raddi, la stessa apparente indifferenza alle condizioni di estrema vulnerabilità, un'analoga richiesta di aiuto che al momento è inascoltata.

"Ma dobbiamo salvarlo, non può accadere di nuovo" è l'allarme della garante dei detenuti Monica Gallo e dell'avvocato Alessandro Dimauro che si stanno muovendo con segnalazioni su segnalazioni per evitare che a Francesco G., 27 anni, accada la stessa sorte del detenuto morto per setticemia due anni fa dopo essere dimagrito di 30 chili.

"La situazione è davvero critica: lui è uno zombie, attualmente è da poco stato dimesso dal repartino ed è tornato in carcere - racconta l'avvocato Dimauro - ho mandato comunicazioni ovunque senza avere riscontro". Il suo assistito è Francesco, giovane rapper affetto da gravi problemi mentali. Una schizofrenia, una vita difficile, voci nella testa che, a suo dire, l'hanno portato a tentare di uccidere suo papà, a Santhià, a settembre. Un padre disabile che lui ha cercato di accoltellare dopo un litigio. Per questo è stato arrestato e portato in carcere, prima a Vercelli, dove ha anche aggredito alcune guardie, e poi a Torino. Reparto Sestante.

Ed è qui che inizia l'incubo di Francesco. Non mangia più con regolarità, inizia a deperire sempre più: dimagrisce a vista d'occhio. Lo sguardo sempre più spento, si trasforma nel fantasma di se stesso. "Andavo in carcere per incontrarlo e non parlava più. Muto, solo ogni tanto qualche gesto - spiega il difensore - i suoi problemi psichiatrici sono evidenti. Eppure c'è chi ha continuato a pensare che fosse un atteggiamento per ottenere per avere dei benefici o uscire. La verità è che non può stare in quelle condizioni lì dentro". Francesco non si lava per tre mesi, mangia quello che trova per terra. E non ha nemmeno la forza di andare in bagno. Viene ricoverato nel repartino delle Molinette dove resta dieci giorni. Per poi tornare alle Vallette, e ripiombare nell'incubo.

Francesco nella sua vita ne ha viste di tutti i colori. Ha un fratello anch'egli affetto da problemi psichiatrici, il padre che ha cercato di uccidere è in carrozzina. Ha un legame forte con la madre che è convinta che abbia bisogno di un esorcismo, tanto da aver persino chiesto al giudice di farglielo fare. Il suo avvocato si è limitato, in questo caso, a chiedere per lui un'assistenza spirituale. Ma dal punto di vista formale il legale ha già tentato ogni strada: conosce da anni quel ragazzo, da quando era stato selvaggiamente picchiato per strada da un gruppo di sette balordi che avevano insultato suo fratello. "Senza motivo" continuava a ripetere Francesco, tanto da farne anche una canzone diventata per certi versi famosa.

Di lui si erano interessate trasmissioni televisive, tra cui anche "Chi l'ha visto?". Eppure, quattro anni dopo, la sua condizione di fragilità sembra non suscitare allarme tra chi potrebbe cambiare le sue sorti. "Il suo posto è chiaramente una struttura sanitaria - spiega l'avvocato - L'istanza che ho presentato ha visto come risposta il diniego, con la spiegazione che non era stata indicata una clinica. Nelle Rems non c'è posto. Ma in carcere sta morendo: bisogna agire prima che sia troppo tardi".