Adnkronos, 15 aprile 2015
Fare in modo che dopo il carcere ci sia l'occasione di riscattarsi è possibile: bisogna però preparare il terreno quando ancora si è in cella. A questo bisogni risponde il protocollo d'intesa, arrivato alla sua terza edizione, siglato oggi da Città di Torino, Regione Piemonte, Casa Circondariale, Università, Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo e Fondo Musy e che dal 2008 ad oggi ha già coinvolto 11 detenuti. Tra gli obiettivi dichiarati c'è quello di far completare ai detenuti gli studi universitari seguendo tirocini formativi negli enti locali, per costruire il proprio futuro e trasformare il momento della pena in un'occasione di vero reinserimento sociale.
Cinque i tirocini attivi al momento che coinvolgono 2 italiani e 3 extracomunitari fra i 30 e i 50 anni. Tre le parole chiave del progetto per il presidente dell'Ufficio Pio, Nanni Tosco: "studio, lavoro, reinserimento che hanno dato finora risultati positivi per tutti i casi tranne uno. Un protocollo di grande qualità - aggiunge - per dare un'opportunità concreta ai detenuti".
Opportunità di studio e di lavoro per la loro vita fuori dal carcere, come dimostrano i risultati raggiunti dalle persone che hanno completato il loro percorso e che hanno poi trovato un impiego in vari settori, anche in quello legale. "Ho conosciuto alcuni di loro - dice il vicesindaco Elide Tisi -: è attraverso percorsi di questo tipo che si ha il vero reinserimento". "La logica di un progetto come questo - aggiunge l'assessore regionale Monica Cerutti - non è assistenziale, ma vuole favorire gli studenti per creare un futuro e fare del carcere non solo un luogo di pena". Per il rinnovo del protocollo il Fondo Musy ha stanziato 44 mila euro che la Compagnia di San Paolo ha deciso di raddoppiare.










