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di Chiara Sandrucci

Corriere di Torino, 9 maggio 2024

Un laboratorio al Ferrante Aporti con la partecipazione di 20 scuole superiori di Torino. Esiste un confine molto sottile tra ragazzi “dentro” e “fuori”, incontrare i coetanei che sono in carcere aiuta a capire quanto in fondo si è simili. È uno degli obiettivi del progetto “Game Over - Essere dentro” che si è concluso ieri con uno spettacolo conferenza e una riflessione finale sul rispetto delle regole al Campus Einaudi. Il laboratorio annuale iniziato a novembre si è svolto dentro l’istituto penale minorile Ferrante Aporti, ma con la partecipazione da fuori di 20 scuole superiori di Torino e provincia, 3.500 studenti e 8 classi con 200 ragazzi in visita in carcere.

Il progetto è nato dall’impegno sociale del Fondo Alberto e Angelica Musy, con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e condotto da un team composto dalla compagnia Teatro e Società, dall’associazione milanese “Sulleregole” e dal dipartimento di Giurisprudenza dell’università di Torino. “Quello che la nostra famiglia chiede alla giustizia è il reinserimento delle persone in società”, ha detto la vedova Musy spiegando ai ragazzi l’attività del Fondo costituito in memoria del marito Alberto mancato 10 anni fa in seguito ad un’aggressione a colpi di pistola. “Noi oggi lottiamo perché le persone detenute trovino un posto nella legalità, nella cittadinanza”. Ragazzi che provengono da Torino e che a Torino torneranno.

“Chi entrando da noi si aspettava di vedere i protagonisti di “Mare fuori”, ha trovato invece ragazzi che somigliano a loro, con gli stessi abiti e lo stesso accento”, ha fatto notare Giuseppe Carro, neo direttore del Ferrante Aporti. “Il confine è davvero molto sottile, una constatazione utile a chi è dentro ma anche a chi sta fuori”.

Durante l’anno 8 classi hanno avuto la possibilità di entrare in carcere per incontrare i coetanei ristretti che frequentano il laboratorio di teatro. “Si sono confrontati con le modalità del teatro conferenza: i ragazzi del Ferrante si esibiscono con un pezzo teatrale e poi si parla insieme di vari temi come il rispetto delle regole e la libertà”, spiega a margine Franco Carapelle dell’associazione Teatro e Società, da 31 anni presente alle Vallette e da 3 anni al Ferrante Aporti, che ha condotto l’evento conclusivo del progetto rivolto a 300 studenti in sala. Ieri i giovani del Ferrante non c’erano, in compenso era presente Ferdinando, uscito in permesso dalle Vallette per partecipare all’evento in qualità di attore. Ha raccontato agli studenti delle scuole superiori come nella loro sezione sia stato sventato un suicidio, una storia vera tra lacrime e applausi.