Adnkronos, 28 marzo 2015
I detenuti del carcere di Torino, Lorusso e Cotugno chiedono più opportunità di lavoro "perché consapevoli - ha detto il Garante regionale dei detenuti, Bruno Mellano - che un lavoro vero dà un senso alla detenzione, ma anche alla vita fuori dal carcere". Mellano ha visitato oggi il carcere con alcuni membri della Consulta regionale dei giovani presieduta da Alessandro Benvenuto. Attualmente vi sono rinchiusi 1.264 persone di cui 88 donne e 300 lavoratori coordinati da 7 cooperative.
"Quella che oggi è un'eccellenza per pochi dovrebbe diventare una consuetudine per molti, se non per tutti", ha spiegato Mellano. "Oggi praticamente tutti i detenuti vorrebbero lavorare - ha aggiunto Alberto Saluzzo, vicepresidente della Consulta dei giovani - occorrerebbe un maggior coinvolgimento degli enti locali e dei privati, per permettere a tutti di lavorare, imparare un mestiere e anche mettere da parte un po' di denaro per sè e la famiglia".
Attualmente sono attive diverse cooperative interne al carcere. Tra queste Libera Mensa, che prepara catering esterni, Terre di Mezzo, che si occupa di arredo urbano, Pausa Caffè, Senza Macchia, una società di lavanderia, che organizza all'interno del carcere anche percorsi di tirocinio, Fumne che disegna e produce accessori femminili, profumi e altri oggetti. Molti di questi sono collegati con il negozio in Torino Marte che mette in vendita i prodotti dei detenuti.
"Questo carcere si sta aprendo sempre di più al mondo esterno, ora tocca al mondo esterno e alle amministrazioni locali raccogliere questa opportunità", ha concluso Mellano.










