di Massimo Massenzio
Corriere Torino, 19 luglio 2024
Non si fermano le proteste nel carcere di Torino, dove la situazione è sempre più “esplosiva”. Dopo le rivolte, gli incendi e le aggressioni dei giorni scorsi, nella giornata di giovedì 270 detenuti (su 470) del padiglione C si sono rifiutati di rientrare in cella, rimanendo nel cortile fino alle 18. A scatenare la nuova contestazione, ci sarebbero le condizioni di degrado del Lorusso e Cutugno e la presunta lentezza burocratica delle procure e della magistratura di Sorveglianza. Durante la protesta non si sono registrati scontri, ma i manifestanti hanno chiesto colloqui con il garante nazionale dei detenuti, con i rappresentanti di governo e del Tribunale di Sorveglianza.
Gli agenti di polizia penitenziaria sono rimasti in allerta 10 ore per gestire la situazione. Il sindacato Osapp invoca, ancora una volta, l’intervento del ministro della Giustizia Carlo Nordio: “Da tempo segnaliamo le gravissime criticità del carcere di Torino e di altri istituti, tanto che la situazione sta diventando sempre più grave e pericolosa con rischio per l’incolumità fisica di tutti - dichiara il segretario generale Leo Beneduci -. Sollecitiamo il ministro Nordio ad assumere concreti interventi, oramai le carceri sono un inferno dove “comanda la criminalità organizzata”, mentre i detenuti “spadroneggiano”. E chiediamo alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di dichiarare lo stato di emergenza perché il sistema penitenziario è allo sfascio”.











