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di Damiano Aliprandi

 

Il Dubbio, 26 febbraio 2020

 

Il progetto "Way Out" prevede sostegni a chi è privo di rete familiare o amicale. Quando un detenuto, soprattutto se ha perso tutto ed è straniero, esce dal carcere si trova molto spesso smarrito, senza alcun punto di riferimento, senza sapere come attivarsi, chi cercare.

La Caritas di Torino si è attivata in tal senso attraverso un kit informativo che non a caso si chiama "Way Out", la "via di uscita" appunto. Il progetto prevede sostegni a persone in uscita da percorsi detentivi, e in special modo chi è privo di rete famigliare o amicale. Attraverso la distribuzione di kit si vuole agevolare la ricongiunzione con le famiglie e l'orientamento ai servizi di prima necessità esistenti sul territorio.

L'Arcidiocesi di Torino attraverso il centro d'ascolto "Due Tuniche" della Caritas Diocesana, in collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, la Clinica Legale Carcere e Diritti del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Torino e l'Ufficio del Garante delle persone private della libertà, si è occupata della realizzazione di kit di uscita da percorsi detentivi attraverso la partecipazione al Bando "Pon Inclusione - Po I Fead".

Diversi sono gli obiettivi principali previsti dal progetto approvato: L'attivazione di un tavolo di coordinamento finalizzato all'individuazione della composizione del "kit di uscita da percorsi detentivi' con i partner coinvolti e gli educatori dell'Istituto penitenziario; incentivare gli ex detenuti a soddisfare i loro bisogni primari in autonomia e con responsabilità e favorire il loro reinserimento sociale; attività diretta dei volontari del centro d'ascolto Due Tuniche nei blocchi dell'istituto penitenziario con i detenuti in uscita per individuazione dei bisogni.

I kit informativi sono suddivisi in 12 capitoli dove vengono forniti indirizzi, orari e indicazioni di mezzi pubblici su tutti i dormitori, mense, servizi sanitari e dentistici, igiene della persona, lavoro, assistenza legale come gli "avvocati di strada", vestiario, centri diurni, ostelli e centri di ascolto. Hanno introdotto la pubblicazione con un sintetico vademecum sugli uffici informativi del Comune che si occupano di persone senza dimora, del Garante dei diritti dei detenuti, dell'anagrafe. Ci sono poi informazioni sui servizi riservati ai cittadini stranieri (permesso di soggiorno, Informa stranieri, Ufficio pastorale migranti) e sulle modalità per scegliere il medico di base, per richiedere il reddito di cittadinanza e per gestire un eventuale conto corrente.

Non mancano - precisamente alle pagine finali dell'opuscolo, le mappe per orientarsi in modo che i servizi per la persona siano raggiungibili anche da chi non è pratico di Torino. I kit saranno anche abbinati i materiali di prima necessità come il borsone, prodotti igienici, un telefono cellulare per mettersi in contatto con i famigliari o con i servizi indicati nella guida e i biglietti del bus. I detenuti in uscita che riceveranno la guida sono segnalati alla Caritas dall'Ufficio della Garante dei detenuti del Comune di Torino, Monica Cristina Gallo, che ha contribuito alla pubblicazione del libretto.