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di Nicolò Fagone La Zita

Corriere di Torino, 18 agosto 2026

La denuncia del segretario nazionale Blengino dopo la visita in carcere: “Ogni mese 200 ingressi contro i 25 di Bologna”. “Visitando il carcere di Torino, la sensazione non è stata quella di entrare in un istituto di pena, ma in un ospedale abbandonato a sé stesso. Centinaia di persone con gravi problemi psichiatrici e fisici: ottantenni, uomini con disabilità, un detenuto senza una gamba e persino una persona non vedente. Altro che pericolosi criminali: le carceri sono piene di fragilità che avrebbero bisogno di aiuto e reinserimento in luoghi specializzati”. È questa la fotografia, durissima, tracciata da Filippo Blengino, segretario nazionale di Radicali Italiani, al termine della visita al Lorusso e Cutugno.

Un “controllo” che rientra nella campagna “Dove finisce lo Stato”, promossa dai Radicali per monitorare le condizioni degli istituti penitenziari italiani. Al termine Blengino ha messo al centro soprattutto le fragilità della popolazione detenuta, senza dimenticare il problema del sovraffollamento. A Torino i detenuti sono più di 1.550 e vivono, denuncia Blengino, in “celle disumane”. “Ma ad essere drammatica è anche la carenza di personale - insiste il segretario -. Chiamiamo le cose con il loro nome: questo sistema carcerario è da lager”. Da qui l’affondo politico: “La destra preferisce il populismo penale e, intasando le carceri, alimenta fabbriche di recidiva. La politica faccia tornare in vigore la Costituzione anche dietro le sbarre, dove da tempo è sospesa”. E poi un dato spiazzante: “Nel carcere torinese si contano circa 200 ingressi mensili, un numero altissimo. In quello di Bologna, per intenderci, se ne registrano 20-25. Non si capisce perché nel capoluogo piemontese le forze dell’ordine e i magistrati ricorrano così spesso al carcere senza valutare altre strade”. Durante la visita Blengino è rimasto colpito anche dalle carenti condizioni infrastrutturali: “Abbiamo visto detenuti mangiare per terra, visto che manca qualsiasi tipo di arredamento. Sono tutti ammassati come fossero animali, mentre la temperatura sfiora i 35 gradi. Un caldo infernale, nessuno dovrebbe vivere in una situazione simile”.