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di Matteo Curreri

Corriere di Torino, 13 giugno 2026

In commissione Legalità emergono le criticità del Lorusso e Cutugno: dal sovraffollamento all’uso di droghe. Il fentanyl, l’oppioide sintetico al centro di una grave emergenza sanitaria negli Stati Uniti, si inserisce anche nel dibattito sul carcere di Torino. Nel corso della commissione congiunta Legalità e Terza, presieduta dal consigliere Pd Luca Pidello e dedicata alla situazione del Lorusso e Cutugno, Chiara Squarcione dell’associazione Radicale Adelaide Aglietta evidenzia la necessità di “nuove misure di rilevazione per monitorare possibili casi di abuso di fentanyl”, precisando che gli episodi emersi sono ancora in fase di accertamento.

“Segnaliamo senza allarmismo, ma bisogna attrezzarsi rispetto alla presenza di questo oppioide sintetico”, spiega, chiedendo un potenziamento dei presidi sanitari e del Serd “non solo immediato, ma anche in ottica preventiva”.

Utilizzato in medicina come antidolorifico, il fentanyl, noto come “droga degli zombie”, può essere fino a cento volte più potente della morfina. Le criticità legate agli stupefacenti coinvolgono però tutti i padiglioni della casa circondariale torinese. Una nuova modalità di introduzione della droga avviene attraverso “fogliettini molto leggeri simili a carta velina, impregnati di sostanza stupefadelle cente che possono essere arrotolati attorno a una sigaretta”, spiega Diletta Berardinelli, garante delle persone private della libertà personale del Comune di Torino. Il tema dipendenze si intreccia a quello delle cosiddette doppie diagnosi, cioè detenuti affetti contemporaneamente da dipendenze e patologie psichiatriche, che “riguardano la stragrande maggioranza delle persone detenute”, avverte Squarcione.

Durante la visita effettuata il 22 maggio dall’associazione Aglietta sono emerse anche diverse criticità strutturali. “La principale riguarda il sovraffollamento. A questo si aggiungono infiltrazioni, allagamenti e perdite d’acqua”, racconta Squarcione. Che aggiunge: “Abbiamo aperto alcuni rubinetti delle docce e l’acqua esce marrone”. Particolare attenzione è stata posta alle condizioni del terzo piano dei padiglioni B e C in vista dell’estate: “Le alte temperature e gli ambienti sovraffollati aumentano la tensione interna e i rischi di autolesionismo”.

Tra le altre problematiche, la carenza di personale dedicato al reinserimento e alla mediazione culturale. Secondo Berardinelli “su 1.467 detenuti il numero degli educatori non è sufficiente per garantire percorsi individualizzati”, mentre i mediatori interculturali sarebbero “solo uno o due” a fronte di 661 detenuti stranieri.