di Massimo Massenzio
Corriere di Torino, 20 ottobre 2024
Ospite di Aska per una raccolta fondi, l’europarlamentare visita il carcere e oggi va tra i Notav. Destre polemiche. Il corteo che nel pomeriggio, da piazza Castello, ha marciato per contestare il decreto sicurezza. Un bagno di folla nel giardino del centro sociale Askatasuna ha chiuso la prima giornata torinese di Ilaria Salis. Una risposta alla contestazione che aveva preceduto il “discusso” arrivo in città dell’europarlamentare. “Ilaria Salis: Torino non ti vuole”, recitava uno striscione firmato dall’organizzazione neofascista “Avanguardia” e affisso nella notte fuori dalla sede di Sinistra ecologista-alleanza Verdi Sinistra. “Le intimidazioni dei neofascisti non ci spaventano, Torino darà il benvenuto a Ilaria Salis dopo averla largamente sostenuta in campagna elettorale”, la replica dei vertici locali di Avs.
La tappa torinese è stata occasione per presentare il fumetto “Questa notte non sarà breve”. Disegnato da Zerocalcare, racconta la storia di Ilaria Salis ed è in vendita per raccogliere fondi a sostegno delle spese legali degli attivisti antifascisti sotto processo in Europa. Vicende che l’eurodeputata ha raccontato in prima persona, affiancata dall’attivista di Askatasuna Dana Lauriola, Mattia Tombolini di Momo Edizioni, Nicoletta Salvi in rappresentanza delle Mamme in piazza per la libertà di dissenso e dalla “pasionaria” No Tav Nicoletta Dosio, in videochiamata dai domiciliari in Val di Susa.
Inevitabile, in apertura, il racconto dell’esperienza in carcere in Ungheria: “Ho fatto ricorso alla mia forza interiore, i valori politici innanzitutto, ma anche ricordi e saperi che mi avevano tramandato compagni finiti in carcere prima di me. Ho avuto contatti con l’esterno dopo sette mesi, ma sapevo di non essere sola. Ho avuto anche problemi materiali: non avevo mutande di ricambio, assorbenti e sapone. Mi hanno sequestrato tutti i vestiti e le scarpe, me ne hanno dato alcuni malconci e un paio di stivali ridicoli con tacchi a spillo. Ma è stata un’esperienza in cui mi sono resa conto che le prigioni sono luoghi pieni di umanità, sofferente ma molto viva, nel bene e nel male”.
Nell’ex centro sociale tutto sembra essere rimasto come prima, con gli hot dog, vegani e non, cucinati sulla piastra e le birre a offerta libera. Ieri sera l’incontro si è svolto all’esterno, ma gli avvisi ai corrieri e quelli per i corsi di pilates fanno intuire che poco sia cambiato durante il percorso di “amministrazione condivisa” con il Comune.
In corso Regina Margherita 47 sono arrivate centinaia di persone, ma prima di salire sul palco tra gli applausi, Ilaria Salis si è presentata in carcere per una visita ai detenuti del Lorusso e Cutugno. “Ho incontrato ragazze che avrebbero bisogno di assistenza medica e di tutt’altro genere di strutture - racconta. La maggior parte delle persone è in carcere per reati di lieve entità. Persone svantaggiate, che vivono ai margini”.
Poco dopo il blitz a sorpresa di Salis alle Vallette, un corteo ha raggiunto il comune per contestare il ddl Sicurezza. “Senza conflitto non c’è democrazia. Le lotte non si arrestano”, il messaggio ribadito a più riprese. E sul nuovo decreto si è espressa anche l’europarlamentare: “Rappresenta un attacco alle lotte e alla libertà di dissenso. Ma non è la prima volta: in passato anche i governi di centro sinistra avevano attaccato le forme di lotta più radicali. Oggi la destra sta alzando ulteriormente il livello: si tratta di uno strumento di repressione generale che va a colpire anche le persone comuni. Quello che mi preoccupa è la risposta, che ha dei limiti: non basta fare un discorso contro la repressione, bisogna portare avanti delle lotte che affermino degli obiettivi concreti”.
Mentre Salis riscuoteva applausi ad Askatasuna, la sua presenza nell’ex centro sociale ha fatto infuriare Augusta Montaruli (FDI): “Non si tratta di un parlamentare europeo che visita un centro sociale qualunque, ma la casa della violenza e dell’odio politico senza pentimento. È un fatto gravissimo, forse auspicato da chi voleva una sanatoria di quel posto, di certo dannoso per chi crede nel confronto e non nella violenza ideologica, usata come arma di ricatto nei confronti dello Stato”. Di visione opposta l’assessore comunale alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli: “Una serata bellissima, la migliore risposta all’ignobile intimidazione subita con quegli striscioni”. Questa mattina Salis incontrerà gli attivisti del movimento No Tav al presidio di San Giuliano di Susa e poi a San Didero.









