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Corriere di Torino, 27 giugno 2026

Sono passati quasi due anni da quando, in piena estate, nelle due carceri torinesi scoppiarono sommosse. Per i giudici si verificò anche per via delle strutture sovraffollate e “non equipaggiate per fronteggiare il caldo torrido estivo”. Da allora non è cambiato nulla, ma in compenso l’ondata di calore è arrivata con un mese d’anticipo. Ieri a pagare gli effetti del surriscaldamento è stata una dipendente della mensa del Lorusso e Cutugno, soccorsa dal 118 per un malore. L’osapp in un esposto inviato allo Spresal lancia l’allarme sui rischi per la salute dei lavoratori.

“Da giorni, con le elevate temperature stagionali - si legge - gli ambienti risultano caratterizzati da condizioni microclimatiche estremamente critiche, con temperature elevate e persistenti che determinano contesti soffocanti e non compatibili con la permanenza continuativa del personale per l’intero turno di servizio”. “Le condizioni riscontrate - prosegue il documento - sono, per intensità e percezione operativa, assimilabili a temperature “da fornace”, determinando un grave disagio e un concreto rischio da stress termico”. Il sindacato chiede “l’adozione di urgenti misure correttive” e lamenta l’inerzia delle istituzioni (direzione e Provveditorato regionale): “Nonostante le reiterate segnalazioni, allo stato attuale non risultano adottati interventi idonei a eliminare o ridurre significativamente la criticità segnalata”.

Ieri anche la Conferenza nazionale dei garanti dei detenuti ha rivolto un appello a Dap e Ministero. “Abbiamo migliaia di detenuti che hanno più di 70 anni e molti malati cardiopatici e come ogni anno in questo periodo aumentano i suicidi e le morti da infarto”, ha dichiarato il portavoce Samuele Ciambriello. La centrale operativa del 118 di Torino nel frattempo ha segnalato un “aumento degli interventi per malori compatibili con gli effetti del caldo”: 200 in più dal 21 giugno, quando è iniziato il picco di calore.