La Voce e il Tempo, 6 maggio 2024
La cultura, arte, lettura, studio sono una delle armi più “potenti” per abbattere la recidiva che nelle carceri della penisola sfiora il 70% perché i detenuti hanno scarse possibilità di formazione e avviamento al lavoro dietro le sbarre. Per questo motivo Papa Francesco - che in tutte le sue visite apostoliche dedica particolare attenzione ai ristretti - ha voluto che la sede del Padiglione della Santa Sede per la 60ª edizione della Biennale d’Arte di Venezia fosse allestita nel carcere femminile della Giudecca, prima tappa della sua visita in Laguna, domenica scorsa tra la commozione e la soddisfazione delle recluse che hanno contribuito alla realizzazione di alcune opere.
Così al Salone del Libro di Torino, su iniziativa dei Garanti dei detenuti del Comune di Torino Monica Cristina Gallo e della Regione Bruno Mellano sono numerosi gli appuntamenti dedicati ai temi della detenzione perché, come è stato evidenziato giovedì 18 aprile nella giornata voluta dal Presidente Mattarella per fermare lo “stillicidio” dei suicidi in cella, è urgente che di carcere si parli nelle scuole, nei circoli letterali, nelle manifestazioni culturali per abbattere il pregiudizio e favorire il contatto “fuori e dentro” tra due umanità lontane ma che quando si incontrano possono arricchirsi reciprocamente.
Ed ecco alcuni appuntamenti dedicati alla reclusione nei giorni del Salone. Nello spazio della Città di Torino e della città Metropolitana (Padiglione 1) giovedì 9 maggio dalle 10.30 alle 11.30 “L’altra libertà, voci dal carcere” con Davide Casalini e Gianni Oliva, presidente della Commissione legalità della Città di Torino. Alle 12 “La scuola come principale strumento di vita e di legalità” a partire dal libro “E-mail a una professoressa” di Giuseppe Giunti e Marina Lomunno (ed. Effatà): intervengono con gli autori Giuseppe Carro, direttore dell’Istituto penale minorile “Ferrante Aporti”, Monica Cristina Gallo, Franco Prina, referente del Polo Universitario per i detenuti del carcere Torinese “Lorusso e Cutugno”.
Venerdì 10 alle 18, Sala Gialla Padiglione 4, don Claudio Burgio, cappellano del Carcere minorile Beccaria di Milano - dove nelle scorse settimane sono avvenuti incresciosi episodi di violenza di alcune guardie penitenziarie sui giovani ristretti - presenta il suo libro “Non vi guardo perché rischio di fidarmi: storie di cadute e di resurrezione in collaborazione” (ed. San Paolo). Sabato 11 alle 18.15 in Sala Rossa Daria Bignardi presenta il libro “Ogni prigione è un’isola” (Mondadori); alle 19.30 in sala Avorio “I miei condannati a morte” (Edizioni Messaggero): le vicende tragiche di giovani condannati a morte nel carcere Le Nuove di Torino durante l’occupazione nazista. Le lettere dei ragazzi si intrecciano al racconto del loro cappellano, il francescano Ruggero Cipolla.










