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di Teresa Cioffi

Corriere di Torino, 29 luglio 2025

Per il mantenimento del Cpr di corso Brunelleschi vengono spesi oltre 11 mila euro al giorno. “Praticamente 280 euro a persona, come un hotel” azzarda in Sala dell’orologio Pierino Crema (Pd) durante la seduta della Commissione Legalità. Si è riunita ieri a Palazzo di Città per la presentazione del report sui costi del Centro di Permanenza per i Rimpatri di corso Brunelleschi. È stato riaperto lo scorso marzo, dopo un anno di chiusura e lavori. Ad oggi è gestito dalla Cooperativa Sociale Sanitalia Service, che aveva vinto l’appalto da 8 milioni e 400 mila euro per due anni. Quest’anno, a fine di giugno, le persone trattenute erano 60 su una disponibilità di 70 posti. Dall’apertura ad oggi, invece, sono stati 196 i trattenuti. Di questi solamente 28 sono stati effettivamente rimpatriati. Ecco quindi spiegata l’ironia nelle parole del consigliere Crema: il Cpr costa come un hotel ma, di fatto, non funziona. “Non viene garantita la dignità degli ospiti” ribadisce Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche sociali che è entrato nel Cpr ad aprile.

Allora aveva parlato di “docce bollenti, nessun filtro tra bagni e letti, tre telefoni disponuti nibili per tutti gli ospiti”. Mentre l’eurodeputata Ilaria Salis ha visitato ieri la struttura dichiarando che “il Cpr va chiuso”, Rosatelli tornerà ad agosto per un ulteriore monitoraggio sulla qualità della vita degli ospiti. Intanto la garante di Torino, Monica Gallo, parla in termini quantitativi. “La spesa giornaliera per il mantenimento del Cpr è di 11 mila euro escludendo i costi di manutenzione, del personale che lavora in struttura e le spese dei trasferimenti”.

La garante non parla di rimpatri, fermi a 28. Piuttosto di trasferimenti che, al 30 giugno 2025, sono stati 60: 10 trattesono stati spostati in carcere, 39 in altri Cpr, 11 nel centro di Gjader in Albania (costato otre 47 milioni). Le persone rilasciate sono state 78, 10 per ragioni sanitarie. E la maggior parte dei rilasciati provengono dal Marocco. Si tratta della provenienza più diffusa nel Cpr di Corso Brunelleschi, dove la maggioranza è under 40.

“A giugno il 54% degli ospiti proveniva dal Marocco e questo è significativo - conclude Gallo. Molti non possono essere rimpatriati, anche se vengono portati in Cpr. Questo perché, da almeno un anno, il Marocco ha quasi completamente interrotto ogni forma di collaborazione con l’Italia relativa al rimpatrio dei propri cittadini espulsi”. Anche Gallo con probabilità tornerà in visita al Cpr. Il suo mandato sarebbe scaduto il 31 luglio, ma verrà prorogato per un mese. A settembre è programmata la nuova nomina e Monica Gallo sarà chiamata a lasciare l’incarico dopo dieci anni.