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di Massimo Massenzio

Corriere di Torino, 7 aprile 2023

Sono quattro i detenuti che si sono tolti la vita nella casa circondariale Lorusso e Cutugno nel 2022. Monica Cristina Gallo, garante delle persone private della libertà, li ha citati all’inizio della sua relazione annuale perché i suicidi (solo a Foggia si registra un numero più elevato) rappresentano una delle tante criticità evidenziate nelle strutture carcerarie torinese. Lo scorso anno ci sono stati altri 35 tentati suicidi, 143 gesti di autolesionismo e 3.761 eventi critici. “L’apparato carcerario è stato certamente corresponsabile”, si legge nel rapporto, per non aver sostenuto i fragili.

“Muhammad Zubair, Alessandro Gaffoglio, Tecca Gambe, Antonio Rondella. Sono i nomi dei 4 detenuti che si sono tolti la vita nella casa circondariale Lorusso e Cutugno nel 2022. Monica Cristina Gallo, garante delle persone private della libertà, li ha citati all’inizio della sua relazione annuale perché i suicidi (solo a Foggia si registra un numero più elevato) rappresentano una delle tante criticità evidenziate nelle strutture carcerarie torinese. Lo scorso anno ci sono stati altri 35 tentati suicidi, 143 gesti di autolesionismo e 3.761 eventi critici.

“L’apparato carcerario è stato certamente corresponsabile - si legge nel rapporto -, per non aver creato i presupposti di una presa in carico sensibile e capace di sostenere le persone più fragili”. La relazione fotografa impietosamente tutte le altre problematiche (sovraffollamento, carenza nell’accesso alle cure mediche, strutture fatiscenti e crescita esponenziale dei Tso) che hanno interessato il Lorusso e Cutugno, l’istituto minorile Ferrante Aporti e il Cpr di corso Brunelleschi. E il sindaco Stefano Lo Russo ha parlato di “emergenza carceraria per il nostro territorio”. Nel 2022 sono entrate nel penitenziario torinese 2.741 persone, 195 ogni mese e 50 vengono rilasciate subito: “Un dato che evidenzia il malfunzionamento delle camere di sicurezza - ha commentato Gallo -.

La capienza regolamentare è di 1.042 persone, ma nel 2022 la media era superiore a 1.350. Per tali condizioni negli ultimi anni sono stati accolti dai giudici più di 400 reclami”. Negli ultimi tempi la popolazione carceraria torinese è però diminuita: “Trasferire i detenuti non porta ai risultati sperati - continua Gallo -. Si deve intervenire sulla carcerazione preventiva che rappresenta un terzo delle presenze e sulle 530 persone detenute con condanna definitiva sotto i 2 anni che potrebbero beneficiare di misure alternative”. Come se non bastasse la direttrice del carcere tra poche settimane lascerà l’incarico e i ruoli di vertice della polizia penitenziaria sono ancora insufficienti. “Le criticità riguardano anche le strutture - conclude Gallo -. Le camere della decima sezione del Padiglione B devono essere chiuse. Gli ispettori del Comitato prevenzione tortura ha parlato di “celle sporche” e “persone lasciate sole come animali in una gabbia per essere guardate”. Da segnalare anche che il 30% del totale delle spese sanitarie nel Cpr è rappresentato da psicofarmaci, mentre il 118 ha segnalato che i tempi di intervento superano del doppio quelli previsti dalla legge. I Tso sono saliti nell’ultimo anno a 258 con un aumento del 35%, mentre una delle poche note liete è l’incremento dei detenuti iscritti ai corsi universitari che nel 2022 sono stati 94 a fronte dei 66 del 2021.