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di Gianni Giacomino e Giuseppe Legato

La Stampa, 18 marzo 2026

Inchiesta sulla morte di Bernardo Pace: aveva 62 anni. Un detenuto si è tolto la vita nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino. La tragedia è avvenuta ieri intorno alle 18,30, al piano terra del blocco E. La vittima è Bernardo Pace, 62 anni, condannato a 14 anni e 4 mesi dal Tribunale di Milano nell’ambito del processo “Hydra” sulla presunta alleanza tra camorra, ‘ndrangheta e Cosa nostra. Secondo quanto emerso, Pace aveva iniziato da poco a collaborare con gli investigatori e con la Direzione distrettuale antimafia di Milano. Era uno dei nuovi collaboratori di giustizia coinvolti nella maxi inchiesta, insieme ad altri pentiti che nelle ultime settimane hanno reso dichiarazioni ai magistrati e ai carabinieri del Nucleo investigativo.

L’uomo, insieme a Domenico e Michele Pace, sarebbe stato legato al mandamento della provincia di Trapani, ritenuto vicino a Paolo Aurelio Errante Parrino, parente del boss Matteo Messina Denaro. I suoi verbali, secondo quanto si apprende, avrebbero dovuto essere depositati in vista della prima udienza del processo con rito ordinario, in programma il 19 marzo, che vede imputate 45 persone (62 quelle già condannate in abbreviato).

Sulla morte del detenuto la procura di Torino dovrebbe disporre l’autopsia e aprire un fascicolo tecnico per istigazione al suicidio. “Si tratta dell’ennesimo episodio drammatico che mette in luce le criticità strutturali e operative del sistema penitenziario italiano - dichiara Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp -. Da tempo denunciamo la crescente gravità della situazione, di cui il carcere di Torino rappresenta, purtroppo, una delle realtà più problematiche. Ci auguriamo che le responsabilità non ricadano sul personale, già numericamente insufficiente, ma su un sistema che evidenzia gravi carenze ai livelli superiori dell’amministrazione penitenziaria”.