Il Fatto Quotidiano, 18 aprile 2021
L'uomo non ha mai declinato le proprie generalità durante i controlli della polizia, al punto che negli atti consegnati al suo avvocato d'ufficio per questo processo, dove era imputato per resistenza a pubblico ufficiale, è stato indicato come "sconosciuto".
È stato condannato a 4 mesi di carcere dal Tribunale di Torino, ma nessuno sa quale sia il suo nome, né quanti anni abbia o dove sia nato: di fatto, un fantasma. L'uomo infatti non ha mai declinato le proprie generalità durante i controlli della polizia, al punto che negli atti consegnati al suo avvocato d'ufficio per questo processo, dove era imputato per resistenza a pubblico ufficiale, è stato indicato come "sconosciuto".
Il "fantasma" è stato arrestato lunedì 15 marzo, in via Cernaia a Torino da una volante della Questura. "Gli avevamo solo chiesto - ha raccontato l'assistente di polizia intervenuto - di mettere la mascherina, visto che non la stava indossando. È diventato aggressivo e violento. Capiva l'italiano, ma ci insultava in francese.
Un atteggiamento inspiegabile, perché con sé non aveva armi, droga o cose del genere. In Questura ha dato ancora in escandescenze e non ha voluto dirci chi era. Sembrava che vivesse in un mondo tutto suo e non volesse essere disturbato. Uno arrabbiato con il sistema". L'uomo non è nuovo a fatti analoghi, come è emerso dalle analisi delle impronte digitali. "Non mi era mai capitato niente del genere - ha commentato il suo avvocato, Paola Giusti - avessi avuto contatti con lui forse avrei gli elementi per chiedere una perizia psichiatrica, ma è un fantasma".











