di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 8 agosto 2019
Si chiama Spes l'impresa sociale che ha rilevato parte dell'attività dell'azienda dei gianduiotti. Al suo interno lavorano trenta persone con fragilità, tra cui disabili ed ex detenuti. Una cooperativa sociale salva una grande azienda. È il miracolo (che potrebbe diventare realtà) della cooperativa Spes di Torino, che occupa numerose persone con fragilità e che ieri ha firmato il preliminare per rilevare il ramo d'azienda della storica Pernigotti.
Al ministero per lo sviluppo economico è stato raggiunto l'accordo per la reindustrializzazione dello stabilimento Pernigotti di Novi Ligure, che garantirà la continuità operativa del sito e la salvaguardia di tutti i 92 lavoratori. "Siamo pronti al rilancio, la fabbrica riaprirà il 1 ottobre" ha detto il presidente della cooperativa Spes Antonio Di Donna, 45 anni, impegnato nel Terzo settore da oltre vent'anni. Martedì mattina, prima di andare al Ministero, Di Donna ha mandato una lettera a tutti i soci lavoratori della cooperativa: "Ho scritto loro che il merito di ogni obiettivo raggiunto è racchiuso nel lavoro e nell'impegno di ciascuno".
Sono circa cento i soci della cooperativa Spes, 30 di loro sono persone con fragilità che, grazie al lavoro, sono rinate: disabili, ex detenuti, ragazzi giovani con problemi di tossicodipendenza, giovani con famiglie in difficoltà. Arrivano su segnalazione dei servizi sociali. E oggi fanno gli chef, i camerieri, i pasticceri. Ognuno di loro è inserito attraverso l'affiancamento di un tutor, che segue il percorso del nuovo lavoratore passo passo fino alla sua completa autonomia. E no, la produzione non viene rallentata, sottolinea il presidente Di Donna: "Semmai facciamo più fatica, perché ogni persona ha bisogno di maggiori attenzioni, ma non c'è alcun rallentamento".
Il successo di Spes nasce proprio da questa filosofia, esser consapevoli che "dentro ogni persona c'è un talento da trovare e valorizzare". E così le persone "svantaggiate" crescono al fianco di chef e barman professionisti. Spes, il cui fatturato si aggira intorno ai 3 milioni di euro, è oggi uno storico marchio del cioccolato in Torino. Ha 6 cioccolaterie in città (una delle quali dentro il Consiglio regionale) ed è diventata produttrice di cioccolata. La cooperativa nasce nel 2011, rilevando lo storico marchio di cioccolato torinese Spes per farne un centro di produzione di eccellenza artigiana e di valore sociale.
La storia di Spes affonda le sue radici nel 1970. Nacque per volontà dei frati francescani, che misero in piedi un piccolo spaccio nella periferia torinese per sostenere la loro missione a Capoverde. Oggi quello spaccio è una delle sei cioccolaterie. Il Gruppo Spes è un'impresa sociale aderente all'Opera Torinese del Murialdo, la comunità dei confratelli della Congregazione di san Giuseppe che segue giovani e famiglie in difficoltà attraverso percorsi di formazione.









