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di Andrea Joly

La Stampa, 19 dicembre 2024

Quaranta ragazze e ragazzi torinesi che hanno commesso atti di bullismo, diffamazione a mezzo social, piccoli danneggiamenti e furti, saranno accompagnati in un percorso di rieducazione. Laboratori di artistici, dal teatro alla musica. Ma anche animazione con bambini, accompagnamento allo studio di altri minori, cura di spazi pubblici, accudimento di persone o animali. Sono le attività proposte tra le mura dell’associazione Asai, nel cuore di Sansalvario, per la giustizia riparativa dei minori che hanno commesso piccoli reati a Torino. Bullismo, diffamazione a mezzo social, piccoli danneggiamenti e furti. Quaranta ragazze e ragazzi torinesi l’anno, quasi tutti cresciuti in condizioni difficili, si rieducano così.

A parlarne, alla firma del protocollo d’intesa “Ricominciamo” frutto della collaborazione tra la Città, la polizia municipale, la procura per i minorenni di Piemonte e Valle d’Aosta e l’associazione Asai, ieri è stata la procuratrice Emma Avezzù: “Questa sperimentazione, a Torino, è iniziata già nel 2009 - spiega - La creazione di una rete, che ha visto e vede tuttora coinvolti soggetti pubblici e del privato sociale, ha inteso cogliere l’esigenza di accompagnare il minore verso un percorso per riflettere sul disvalore delle proprie azioni e recuperare una nuova identità”. Una sperimentazione che si è rinnovata fino al 31 dicembre 2026 e che ha saputo “ispirare anche la riforma Cartabia”.

Al tavolo anche il presidente dell’associazione Asai Francesco Caligaris. La realtà che, ogni giorno, affianca i minori e i tutor a loro dedicati: “Noi offriamo una comunità, educante e accogliente, in cui i minori possano trovare un punto di riferimento e portare un valore positivo facendo qualcosa di concreto. Siamo felici di poter continuare a farlo”. Legge le autorelazioni che alcuni dei ragazzi affiancati nel 2024 hanno scritto: “Un ragazzo ha scritto questo: penso di aver scoperto che, quando voglio e mi impegno, posso fare cose belle. Ecco: il senso di ciò che facciamo è in queste lettere”.

E nei dati sulla recidiva: meno del 2 per cento torna a commettere reati. “È fondamentale creare le condizioni affinché si possa educare alla legalità e offrire a ragazze e ragazzi percorsi di prevenzione alla devianza e supporto concreto - dichiara la vicesindaca Michela Favaro - Come amministrazione continueremo a investire in progetti come questo, che accomunano educazione alla legalità e inclusione sociale”. “Tra procura e municipale esiste da tempo una proficua collaborazione in diversi ambiti tra attività investigativa, inadempienza scolastica, progetti di educazione alla legalità nelle scuole, controllo e monitoraggio di aggregazioni giovanili”, aggiunge l’assessore alla Sicurezza, Marco Porcedda.