di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 15 luglio 2022
Nuove opportunità di riscatto per gli studenti detenuti presso i Poli Universitari di Torino e Saluzzo. Martedì 12 luglio presso la Sala colonne del Comune di Torino è stato firmato il nuovo “Protocollo Alberto Musy per il triennio 2022-2024”, a 10 anni dall’assassinio dell’avvocato, docente universitario e consigliere comunale.
All’iniziativa, promossa dal Fondo Alberto e Angelica Musy e dalla Fondazione Ufficio Pio che sostiene le attività del Polo universitario torinese - il primo in Italia istituito negli anni 80 - aderiscono undici enti per potenziare le opportunità di reinserimento lavorativo degli studenti ristretti che abbiano conseguito la laurea durante il periodo di reclusione con priorità ai laureati vicini al fine pena.
Il nuovo Protocollo, giunto al terzo rinnovo che viene ampliato anche al carcere di Saluzzo - dopo l’apertura il 30 giugno scorso di una sezione del Polo per detenuti iscritti nell’Ateneo torinese - prevede che le borse lavoro siano destinate ai reclusi che si sono laureati durante la carcerazione, “per supportare efficacemente il delicato passaggio della scarcerazione e minimizzare il rischio di recidiva, facilitando il percorso di reinserimento sociale e lavorativo”, come si legge nel documento.
Alla firma del Protocollo erano presenti tra gli altri Angelica Musy, Giovanna Pentenero, assessore comunale con delega ai Rapporti con il sistema carcerario, il vicesindaco Michela Favaro, i garanti dei detenuti del Comune di Torino Monica Cristina Gallo e Regione Bruno Mellano, Marco Sisti, presidente dell’Ufficio Pio e Paolo Romano, presidente di Smat azienda che favorirà l’inserimento lavorativo dei laureati dietro le sbarre.
“Per le persone che stanno scontando una pena lo studio oltre all’esercizio di un diritto, rappresenta una grande opportunità di dare un senso al tempo altrimenti spesso vuoto”, ha sottolineato Franco Prina, delegato del Rettore dell’Università di Torino e presidente della Conferenza nazionale Universitaria dei Poli penitenziari (40 nella penisola con 1250 iscritti su 54 mila detenuti), “mantenere una finestra sul mondo, acquisire strumenti culturali, parte essenziale del capitale sociale di una persona, riacquistare dignità, garantirsi possibilità di riscatto per il futuro. La nostra Università è fortemente impegnata in questo senso con 67 detenuti a Torino e a Saluzzo, iscritti a diversi corsi di laurea. Le borse del Fondo Musy rappresentano una opportunità importantissima per chi si appresta, avendo acquisito una laurea, a ricostruire il proprio futuro fuori dal carcere”.









