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di Massimiliano Nerozzi

Corriere di Torino, 24 giugno 2024

Parla l’avvocato Roberto Capra: “Con la separazione delle carriere, un giudice davvero terzo. E noi lottiamo contro i suicidi”. Due sono le principali battaglie della Camera penale “Vittorio Chiusano”, spiega il presidente, l’avvocato Roberto Capra: “Fermare i suicidi in carcere e spingere la riforma della giustizia”. A partire dalla separazione delle carriere, tra pm e giudici, motivo di dibattito, acceso, con la magistratura: “Ma la separazione darebbe maggiori garanzie e diritti ai cittadini”. E proprio sul tema delle condizioni delle carceri, Capra conferma parole e contenuto del comunicato che fece infuriare tanti magistrati: “Lo scriverei con gli stessi termini”.

Avvocato Roberto Capra, presidente della Camera penale “Vittorio Chiusano”, perché volete la separazione delle carriere?

“È una riforma che va verso la tutela dei diritti dei cittadini e, quindi, verso una giustizia migliore”.

La separazione risolve guai della giustizia?

“Non è ovviamente sufficiente, ma se può incidere poco sulla quantità, dei problemi, migliora senza dubbio la qualità, della giustizia”.

L’anm dice che un pm indipendente è una garanzia per i cittadini: che ne pensa?

“Anche con la separazione ci sarebbe l’obbligatorietà dell’azione penale, e quella è una garanzia per i cittadini”.

Separati i pm, chi controllerebbe il potere di 2.500 persone?

“Due Csm, per esempio. Dopodiché, la cosa importante è che ci sia il controllo di un giudice: forte, indipendente e terzo, come vuole l’articolo 111 della Costituzione”.

Altro timore dei magistrati: separate le carriere, il pm finirebbe sotto l’esecutivo...

“È una falsa informazione, perché nessun progetto di riforma lo prevede, neppure quello delle Camere penali. Si opera sui Csm, come dicevo. Premesso ciò, ci sono Paesi civilissimi nei quali la pubblica accusa è sotto l’esecutivo”.

Morale?

“È uno slogan che viene sbandierato per contrastare la riforma della giustizia, e catturare consensi. E se il pm ha il dominio dell’azione penale, c’è comunque sempre un giudice a controllare, anche sulle archiviazioni”.

Con quei “noi accusiamo”, il comunicato sui suicidi in carcere ha fatto arrabbiare tanti magistrati: userebbe le stesse parole?

“Lo scriverei negli stessi termini, perché vorrei che i magistrati capissero che ormai non basta applicare la legge, ma serve un ragionamento in più: che sto mandando una persona in un determinato carcere, un posto di sofferenza, con il sovraffollamento e tante altre criticità. Noi lottiamo e lotteremo per migliorare la condizione dei detenuti”.

Ma il giudice non è “bouche de la lois”?

“Con i penitenziari che abbiamo, e le misure alternative, un magistrato ci dovrebbe pensare due volte, se mandare una persona in carcere. E poi mi piacerebbe che i magistrati non facessero una sollevazione popolare solo quando si tocca l’ordinamento giudiziario, ma che si arrabbiassero anche per la situazione degli istituti di pena. Parlo in generale, ovviamente, perché alcuni ne discutono e hanno a cuore il problema”.

Non le sembra che alla base di tutto ci sia la mancanza di personale?

“C’è una carenza di risorse, senza dubbio, e bisognerebbe investire sotto ogni profilo, però la carenza di risorse non può essere l’unica spiegazione: possiamo fare tutti di più, e meglio. Ormai è anche un rifugio rassicurante, e invece non può esserlo”.

Avvertendo sui rischi della separazione, funzionale anche, il giudice Roberto Arata raccontava il pensiero di un giovane pm, pur in buona fede: “Lo assolverei, ma da pm devo chiedere la misura”. Che effetto le fa?

“Inorridisco. Il pm fa parte di un sistema giustizia, che è l’espressione di un potere dello Stato, e allora dovrebbe applicare la legge”.

Pm e “cultura della giurisdizione”: il suo giudizio?

“La cultura della giurisdizione appartiene al giudice, che è ius-dicere; ed è il giudice che deve essere terzo. Pensiamo alle misure cautelari: molte indagini si basano sulle intercettazioni telefoniche e allora chiedo, quanti gip le ascoltano? Molte volte - non in tutte, ci tengo a specificarlo - vengono riportate con la lettura che ne hanno dato polizia giudiziaria e pm”.

Quindi?

“Sulle misure cautelari, in generale, si avverte con frequenza l’assenza di terzietà, di un pieno spirito critico. Basterebbe un giudice separato”.

Alcuni suoi colleghi dicono che servirebbero pure edifici diversi: esagerato?

“Sarebbe una possibile conseguenza della separazione delle carriere”.