di Paolo Coccorese
Corriere di Torino, 21 dicembre 2019
La Garante dei detenuti lancia la raccolta di regali per i giovani del Ferrante Aporti. "Per non farli sentire soli a Natale". Il più desiderato è la Playstation. La Playstation è il dono più desiderato dai ragazzi rinchiusi nel Ferrante Aporti. La celebre consolle è una passione condivisa con i coetanei che vivono all'esterno, ma dietro le sbarre del carcere minorile acquisisce un valore inaspettato. "Per anni l'istituto ha bandito i videogiochi. Oggi si è deciso di permetterne l'uso all'interno. Le Playstation non saranno installate nelle "camere". Questo passatempo deve diventare un premio, uno stimolo per i giovani a comportarsi bene".
Monica Cristina Gallo è la Garante comunale per i diritti dei detenuti. Quest'anno per la terza edizione di "Da noi a loro", ha deciso di rinnovare la formula dell'iniziativa. Un esperimento nato per "accorciare le distanze tra chi è dentro e chi è fuori" con una raccolta di regali per chi altrimenti rischia di non riceverne. Ma questa volta, per guidare un po' la solidarietà dei torinesi ed evitare il consueto arrivo di peluche e modellini poco adatti all'età dei carcerati, si è scelto di pubblicizzare una lista dei desideri stilata dagli stessi ospiti del Ferrante Aporti. Ragazzi che nonostante non siano dei bambini (il più piccolo ha, infatti, 15 anni) hanno scritto una lettera a Babbo Natale per provare ad esaudire un desiderio molto meno materiale della Playstation: trascorrere le festività con quel calore familiare in grado di far dimenticare almeno per un giorno le ristrettezze della vita in cella.
L'iniziativa è nata durante un pranzo organizzato dalla direzione dell'istituto minorile che ha messo intorno allo stesso tavolo i 44 detenuti (24 i giovani adulti e 20 i minori), gli operatori e i magistrati che si occupano dei reati commessi in questa fascia d'età. Un'occasione speciale dove l'idea di rimodulare la tradizionale raccolta dei doni offerti della città è stata accolta con un grande sorriso dai ragazzi del Ferrante Aporti. "Molto spesso si rischia di dimenticare che sono giovani come tutti gli altri. Con desideri e sogni condivisi simili a quelli dei loro coetanei. Hanno tra i 15 e i 24 anni". Simona Vernaglione, già direttrice del penitenziario di Bari, è la responsabile del carcere minorile di Torino da agosto. "Non avendo a disposizione grandi risorse, è importante l'aiuto che può arrivare da fuori - spiega Vernaglione.
Soprattutto perché con questa iniziativa vogliamo far passare un concetto a questi ragazzi: siete uguali agli altri e potete meritarvi, se rispettate le regole, anche di giocare ai videogiochi come loro". C'è un po' di paternalismo in queste parole, ma anche un incoraggiamento a voltare pagina.
Nelle lettere scritte idealmente dal Ferrante Aporti c'è dell'altro oltre le consolle da installare negli spazi comuni. "Nei giorni scorsi - aggiunge la garante Monica Cristina Gallo - abbiamo consegnato dei palloni da calcio, mentre stiamo cercando quelli da basket, scarpe da calcetto dal numero 40 al 44, lettori Mp3 senza scheda di memoria".
Per ricevere i regali, l'istituto minorile ha organizzato un servizio di ricevimento ad hoc. Basterà presentarsi ai cancelli di via Berruti e Ferrero 3 con il dono, non impacchettato per consentire i controlli, suonare e annunciare di aver aderito alla campagna per poter entrare. Aprire quel portone è un'azione con un valore in più. Serve a dimostra come il Ferrante Aporti è un luogo della città. Importante come gli alti. E non una vergogna da nascondere.










