di Enrico Scoccimarro
La Sentinella del Canavese, 30 luglio 2026
Oltre venti interventi davanti all’istituto penitenziario sulla crisi del sovraffollamento e della salute mentale: significativa la partecipazione del Capo di Gabinetto della Regione Piemonte José Urso. Oltre due ore di dibattito, più di venti contributi e una partecipazione trasversale hanno animato la maratona oratoria notturna promossa dall’Associazione radicale Adelaide Aglietta davanti al carcere Lorusso e Cutugno di Torino: l’iniziativa ha riportato in primo piano le criticità strutturali degli istituti di pena, aggravate dalle elevate temperature estive. Tra i temi al centro degli interventi figurano il sovraffollamento cronico, le carenze nella presa in carico della salute mentale e delle dipendenze, le condizioni materiali delle strutture e le difficoltà quotidiane vissute sia dalla popolazione detenuta sia dal personale di polizia penitenziaria.
La mobilitazione ha visto la convergenza di rappresentanti delle istituzioni, dei garanti dei detenuti, dell’avvocatura, della magistratura, delle forze dell’ordine e del volontariato. Insieme ai coordinatori dell’Associazione Aglietta Oreste Gallo, Enea Lombardozzi e Samuele Moccia, sono intervenuti tra gli altri la garante cittadina Diletta Berardinelli, il presidente della Camera Penale del Piemonte Occidentale e Valle d’Aosta Roberto Capra, il presidente di Europa Radicale Igor Boni e diversi esponenti del Consiglio regionale e comunale. Particolare rilevanza politica è stata attribuita alla presenza di José Urso, Capo di Gabinetto del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio: un segnale di attenzione istituzionale valutato positivamente dai promotori, che hanno colto l’occasione per rinnovare al governatore l’invito a svolgere una visita personale all’interno degli istituti penitenziari piemontesi per sollecitare interventi urgenti a tutela dei diritti costituzionali.










