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di Martino Villosio

rainews.it, 22 novembre 2025

Dopo la visita di sindaco e garante dei detenuti, e l’irruzione degli anarchici, il testo precisa che “nella struttura non c’è sovraffollamento e sono garantite le prestazioni sanitarie di base”. Un luogo che resta tormentato, anche oltre il suo perimetro. Non c’è pace, intorno al cpr di Torino. Mercoledì la visita del sindaco Lorusso con la Garante dei detenuti Berardinelli e le frasi: qui una situazione critica, un vero carcere pur ospitando anche chi non delinque. A seguire, l’irruzione di una decina anarchici dentro la sede dell’Asl in via San Secondo. Slogan sui muri e accuse di complicità.

La nota del prefetto - Ma a far rumore sono le parole del prefetto di Torino Donato Cafagna, in risposta ad articoli di stampa, premette una nota. Che sa di replica, indiretta, a sindaco e garante: “Le persone trattenute nei cpr, oltre che irregolari, sono soggetti socialmente pericolosi - ha scritto il prefetto -, spesso con una lunga serie di precedenti penali”. A Torino, aggiunge, sono transitati o trattenuti sette pregiudicati per associazione a delinquere per terrorismo, omicidio o tentato omicidio. Quaranta denunciati per spaccio, altri per tortura o violenza sessuale. Nella struttura non c’è sovraffollamento e il gestore organizza attività ricreative.  Garantite tutte le prestazioni sanitarie di base comprese le visite psichiatriche.

La replica della garante - Nessuna replica dal sindaco. Alla tgr, risponde invece la neo garante comunale Diletta Berardinelli: “Non è in discussione il lavoro egregio di prefettura, gestore, uffici immigrazione e interforze - dice - ma il concetto stesso dei cpr, che rende difficile gestirli, trasformandoli in luoghi di fallimento dei diritti”. Senza polemiche col prefetto, con una puntualizzazione: “Ci sono casi di persone trattenute che non hanno commesso reati - dice la garante -, migranti economici o che hanno lasciato scadere un permesso di soggiorno, mentre è il Consiglio di Stato ad aver riconosciuto criticità sanitarie soprattutto nei casi di malattia psichiatrica. Lavoriamo tutti insieme per trovare soluzioni”.