di Pier Francesco Caracciolo e Ludovica Lopetti
La Stampa, 14 agosto 2024
La denuncia di avvocati, Comune, Pd e della delegazione di “Nessuno tocchi Caino”: spazi sovraffollati, mortificati anche gli agenti. Un carcere con 1.500 detenuti a fronte di una capienza massima di 1.100 persone, 200 agenti di polizia penitenziaria in meno, carenze igienico-sanitarie e impossibilità di procedere a normali interventi di manutenzione. È la fotografia scattata dalla delegazione di esponenti politici e dell’avvocatura al termine della visita di martedì 13 agosto al Lorusso e Cutugno promossa da Movimento Forense, Nessuno tocchi Caino, Camera penale del Piemonte e con il sostegno del Consiglio dell’Ordine forense di Torino.
È l’immagine di un carcere che per Nadia Conticelli, consigliere regionale del Pd, “andrebbe raso al suolo e rifatto da capo”. “La situazione - ha osservato Maria Grazia Grippo, presidente del consiglio comunale - è tale da mortificare la buona volontà e l’intraprendenza dell’amministrazione e del personale che ogni giorno si confronta con questi problemi”. “Abbiamo percepito con chiarezza - ha aggiunto Grippo - il grande impegno profuso dalla direttrice anche sotto il profilo umano. Gli spazi sono inadeguati e sovraffollati. Tempo fa furono stanziate risorse per opere di ristrutturazione, ma serve anche la manutenzione ordinaria”.
La delegazione, in cui era presente anche Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito democratico, ha potuto visitare soltanto una parte del padiglione B (considerato uno dei più tranquilli) e la sezione femminile, oltre ai locali dell’accoglienza e dell’immatricolazione. Nel padiglione C, invece, si sono registrati momenti di tensione durante la consegna e la distribuzione della spesa fra i reclusi: per questo motivo i componenti della delegazione non hanno potuto essere accompagnati.
La dem Anna Rossomando, vice presidente del Senato, ha evidenziato il problema, che si trascina ormai da tempo, relativo all’organico della polizia penitenziaria: “Per una struttura come questa 200 unità in meno sono tante. È la testimonianza che le cinquecento che sono state promesse per il 2025/26 con altre cinquecento per il 2026/27 sono soltanto acqua fresca”. Durante la sua visita di qualche giorno fa il garante regionale delle persone private della libertà, Bruno Mellano, aveva posto l’accento sulla necessità di garantire le misure alternative.
“Tra i detenuti c’è grande aspettativa per la liberazione anticipata - ha aggiunto Anna Rossomando. Ma attualmente ne escono pochi rispetto a coloro che ne avrebbero diritto e su questo fronte sono necessari provvedimenti urgenti”. La nota diffusa dal Partito democratico evidenzia poi come “i percorsi di reinserimento restano un miraggio”. Il dito è puntato non solo “alle carenze di organico” ma anche “alla mancanza di volontà politica di investire su percorsi reali di recupero, mentre aumenta anche il numero dei bambini detenuti con le madri, a oggi sei a Torino”.
Le condizioni del carcere Lorusso e Cutugno sono state poi riassunte dall’avvocato Maurizio Basile in una circostanza riferita da un detenuto: “Mi ha raccontato che d’estate lasciano la finestra della loro cella aperta per via del caldo, ma sono stati costretti ad applicarvi un grosso pezzo di cartone incollato con del dentifricio: il motivo è che bisogna evitare che dal muro sbuchino gli scarafaggi”.











