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di Tito di Persio

Il Messaggero, 28 maggio 2024

Il politico e critico d’arte Vittorio Sgarbi ieri mattina si è recato a casa dei genitori di Patrik Guarnieri, il ragazzo suicida il giorno del suo 21esimo compleanno (13 marzo scorso) in cella nel carcere di Castrogno. Sgarbi si è recato a Giulianova per portare le sue condoglianze alla famiglia Guarnieri e, insieme al suo staff, si è reso disponibile affinché il caso venga discusso con un’interrogazione presso il Parlamento europeo il prossimo 15 luglio. Sgarbi ha ricordato ai presenti che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha emesso un’importante ammonizione nei confronti dell’Italia riguardo alle condizioni carcerarie nel Paese. Secondo la Corte, le prigioni italiane sono afflitte da sovraffollamento e carenze strutturali e sanitarie che violano i diritti umani dei detenuti. “La volontà del governo italiano è di attuare le necessarie riforme”, ha tenuto a specificare il politico. Ha poi aggiunto: “Tale ammonimento rappresenta la necessità urgente di riformare il sistema carcerario del paese per garantire il rispetto dei diritti umani”.

Adele Di Rocco, presidente del coordinamento Codice Rosso Abruzzo e Marche, ha affermato durante l’incontro: “La procura di Teramo ha aperto un’inchiesta tuttora in corso, ma ci sono elementi critici. In primis, c’è da dire che Patrick, per aver violato l’obbligo di dimora, è stato mandato in carcere. Di solito, in casi come il suo, si va ai domiciliari. Il ragazzo aveva un grave disagio; adesso si tratta di capire se c’era compatibilità tra la situazione in carcere e le cause della sua morte”.

Erano le 5.45 del 13 marzo quando gli operatori della polizia penitenziaria trovarono Patrick Guarnieri senza vita. È morto con il lenzuolo stretto al collo e legato all’inferriata della finestra del bagno nella cella dove era stato messo in isolamento. Il giovane, di origini rom, si trovava nel carcere teramano da meno di 24 ore su disposizione del giudice, con l’accusa di aver ripetutamente violato l’obbligo di dimora a Giulianova cui era sottoposto per una serie di condotte illecite che gli erano contestate. Gli agenti della penitenziaria hanno trovato Patrick impiccato alla grata e non hanno potuto fare nulla per salvarlo. Immediata è stata la richiesta di intervento del 118, ma gli operatori sanitari arrivati in carcere hanno dovuto solo constatare l’avvenuto decesso alle 6.24.