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di Simona Lorenzetti

Corriere di Torino, 18 agosto 2024

I Radicali in visita al Lorusso e Cutugno: c’è un clima di rabbia. Il viaggio dei Radicali Italiani all’interno del carcere Lorusso e Cutugno conferma, ancora una volta, le difficili condizioni di vita nella struttura. Una presa di consapevolezza non certo nuova per il tesoriere Filippo Blengino. E che il Lorusso e Cutugno sia “al collasso è un dato di fatto. Servono provvedimenti urgenti”, spiega Blengino. Che annuncia la decisione di depositare domani in Procura, a Torino, una denuncia contro il ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Il viaggio dei Radicali Italiani all’interno del carcere Lorusso e Cutugno conferma, ancora una volta, le difficili condizioni di vita nella struttura. Difficoltà che condividono migliaia di detenuti e poche centinaia di agenti della polizia penitenziaria costretti ogni giorno a dover affrontare una nuova emergenza. Una presa di consapevolezza non certo nuova per il tesoriere Filippo Blengino, che da anni visita i penitenziari registrando luci e ombre del sistema detentivo italiano. E che il Lorusso e Cutugno sia “al collasso è un dato di fatto. Servono provvedimenti urgenti”, spiega Blengino. Che annuncia la decisione di depositare domani in Procura, a Torino, una denuncia contro il ministro della Giustizia Carlo Nordio. La quarta per la precisione, se si contano quelle già consegnate ad altri magistrati italiani. “Il reato che ipotizziamo - sottolinea - è tortura. La violazione dei diritti umani è lampante e il governo non fa nulla per tentare di impedire questo scempio. Le responsabilità dal nostro punto di vista sono chiare”.

Sono le dieci del mattino quando gli imponenti cancelli automatici del penitenziario si aprono per far entrare la delegazione: in visita non c’è solo Blengino, lo accompagnano i colleghi della direzione e segreteria Alice Depetro e Flavio Martino e anche Enea Lombardozzo, dell’associazione Adelaide Aglietta. Prima l’incontro con la direttrice e con l’ispettore che coordina i poliziotti (il ruolo di comandante è vacante dal giugno scorso). E già da questi brevi colloqui emergono le prime inequivocabili criticità. Il sovraffollamento segna un più 132 per cento - a fronte di una capienza di 1.100 posti, la popolazione carceraria è composta da 1.430 detenuti - e la pianta organica del personale della penitenziaria dice che mancano 250 agenti. Poi i Radicali ottengono di visitare il Padiglione C (era stato negato alla delegazione del Pd per motivi di sicurezza), lo stesso in cui a Ferragosto si è registrato un tentativo di rivolta. “Abbiamo parlato con il detenuto che avrebbe innescato i disordini - racconta Blengino -. Condividiamo il suo malessere, comune ad altri reclusi, ma la protesta deve essere pacifica. Parlando con loro abbiamo riscontrato rabbia. Si aspettavano azioni più incisive dal governo per svuotare le carceri, come un’amnistia o un indulto. La situazione è drammatica, le celle sono fatiscenti, fa un caldo torrido e l’igiene scarseggia”. Delicato, ma meno rovente il clima nella sezione femminile: “Anche lì i disagi e le difficoltà non mancano, ma le detenute non condividono le azioni violente del settore maschile. Piuttosto ne sono preoccupate”.

Lasciato il Lorusso e Cutugno, il pellegrinaggio dei Radicali prosegue alla volta del penitenziario di Vercelli. Qui non c’è sovraffollamento, tuttavia Blengino evidenzia che “l’emergenza è rappresentata da coloro che hanno problemi psichiatrici: su 264 detenuti, 168 fanno uso di psicofarmaci e 30 sono monitorati - a vari livelli - perché a rischio suicidio”.