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di Marina Lomunno

La Voce e il Tempo, 23 maggio 2026

presentata la seconda edizione del concorso letterario intitolato al cappellano del “Ferrante Aporti” don Domenico Ricca, scomparso due anni fa, congiuntamente al libro “Dietro le sbarre”, con i testi scelti dalla giuria lo scorso anno. “Atti di cura, scelte di legalità” è il tema scelto per la seconda edizione del Premio letterario don “Meco”, promosso dal Forum del Terzo settore del Piemonte e dai Salesiani del Piemonte e della Valle d’Aosta, in collaborazione con “La Voce e il Tempo” e patrocinato dalla Città di Torino. Intitolato a don Domenico Ricca - per tutti don Meco - storico e amato cappellano dell’Istituto penale minorile (Ipm) torinese “Ferrante Aporti”, scomparso due anni fa, il concorso è stato presentato sabato 16 al Salone del libro, nello stand del Comune a significare quanto il sacerdote abbia lavorato per il bene di tutta la collettività.

A don Meco l’anno scorso è stata dedicata la Prima edizione del Premio letterario intitolato “Dietro le sbarre”: i 31 testi scelti dalla giuria fra gli oltre 850 contributi (saggi poesie racconti di autori di ogni età e dei giovani ristretti all’Ipm di Torino a cui era stata dedicata una sezione speciale) sono diventati un libro, “Dietro le sbarre” (ed. Elledici) presentato al Salone, dove lo scorso anno si era tenuta la premiazione.

I proventi della vendita del volume verranno interamente devoluti alla comunità per minori Harambée di Alessandria frequentata da don Meco. All’affollata presentazione sono intervenuti Michela Favaro, vicesindaco di Torino, Gabriele Moroni, portavoce del Forum, don Claudio Belfiore, direttore regionale del Cnos-Fap Piemonte, Simona Badame, direttore del “Ferrante Aporti”, Diletta Belardinelli, garante dei diritti dei detenuti del Comune di Torino e alcuni dei premiati. Novità del Premio 2026 - rivolto a tre fasce d’età (giovanissimi dai 14 ai 20 anni, giovani dai 21 ai 30 e adulti oltre ad una sezione riservata ai ristretti del “Ferrante” dai 31 in poi) è l’introduzione di una sezione musicale: i partecipanti potranno scegliere di cimentarsi in un “racconto breve”, in un “saggio breve” o in una “canzone”, come ha spiegato Francesco “Kento” Carlo, ambasciatore del concorso. Kento, è un rapper da 10 anni impegnato in progetti educativi e sociali, in particolare all’interno delle carceri e con i giovani più fragili: con la musica promuove percorsi di espressione, consapevolezza e legalità ed è autore del libro “Barre: rap, sogni e segreti in un carcere minorile” in cui racconta la sua esperienza nei laboratori musicali e di poesia con i minori reclusi e nelle comunità di recupero.

“Chi decide di partecipare al premio attraverso la scrittura o la musica, le proprie riflessioni, le esperienze personali o immaginate”, hanno spiegato i promotori, “potrà esprimere il valore degli ‘atti di cura’ come scelte di legalità”. Parole o note per raccontare “come le scelte di ogni giorno possono contribuire a costruire una società più giusta e la cura tra compagni”, ha evidenziato la direttrice del “Ferrante”, cura che può essere vissuta anche dietro le sbarre e che educa alla legalità. “In carcere prima di soffrire a causa delle catene esterne che privano della libertà l’autore di reato, chi è recluso ha bisogno prima di tutto di liberarsi delle catene che ha dentro di sé”.

Dunque la nuova edizione del Premio propone di narrare - sulle orme di quanto ha seminato don Ricca - come la legalità possa realizzarsi nei gesti quotidiani attraverso l’attenzione a chi mi è accanto. La giuria del Premio “Meco” 2026 è presieduta da don Alberto Martelli, direttore dell’Opera salesiana Rebaudengo: informazioni e modalità di partecipazione al concorso (gli elaborati dovranno essere consegnati entro il 31 luglio) sul sito www.terzosettorepiemonte.it.