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di Massimo Massenzio


Corriere di Torino, 18 dicembre 2021

 

Da sabato 18 fino a 23 dicembre l'intera popolazione carceraria, femminile e maschile, non ritirerà le pietanze "per lanciare un segnale d'allarme sulle condizioni del carcere". Nuovo "sciopero del carrello" nella casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino. Da sabato 18 fino a 23 dicembre l'intera popolazione carceraria, femminile e maschile, non ritirerà il cibo "per lanciare un segnale d'allarme in merito alle condizioni in cui vertono le carceri".

I detenuti lo hanno annunciato con una lettera al ministro della Giustizia Marta Cartabia e alla direttrice della struttura delle Vallette Rosalia Marino. "La pandemia ha acuito antiche problematiche - spiegano gli organizzatori della protesta pacifica, ma neppure l'attuale governo ha preso una posizione netta per portare nelle prigioni dignità e buonsenso oltre che i diritti fondamentali sanciti dalle costituzioni italiana e europea. I problemi evidenziati riguardano - fra i tanti - il sovraffollamento, la mancata qualità dei prodotti utilizzati proprio per la realizzazione dei pasti e la mancanza di percorsi formativi e quindi riabilitativi e rieducativi. Questa sera l'associazione "Mamme in piazza per la libertà di dissenso" ha organizzato un presidio di fronte al carcere in solidarietà ai detenuti e per concludere la raccolta fondi a sostegno dello sciopero.

 

Stefano Anastasia, a nome dei Garanti territoriali, chiede un atto di clemenza

 

"Oggi, come a marzo 2020, di fronte alla nuova diffusione del Covid-19, che sta nuovamente ingessando le carceri, prive di sufficienti spazi di isolamento e quarantena dei positivi e dei loro contatti, sarebbe utile un minimo ma generale provvedimento di clemenza, anche solo di un anno, che oggi come allora consentirebbe una più efficace e ordinata gestione delle situazioni di rischio in carcere". Un provvedimento di liberazione anticipata speciale potrebbe essere ripescato dal cassetto del Parlamento dove giace la misura proposta a settembre 2020 dal deputato di Iv, Roberto Giachetti, simile a quella assunta all'indomani della condanna europea per il sovraffollamento delle carceri. Anche se, conclude Anastasia, la proposta dei Garanti potrebbe essere anche più "radicale" di quella del deputato pannelliano: "Un giorno di liberazione anticipata per ogni giorno di pena scontata in pandemia".