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di Paolo Morelli


Corriere di Torino, 12 ottobre 2020

 

Un progetto che nasce dal carcere e che, in qualche modo, consente ai partecipanti di uscire e abbracciare, anche solo metaforicamente, le loro famiglie. Il bosco buonanotte, edito dalla casa editrice Scritturapura di Stefano Delmastro, è molto più di un libro e condensa un lungo lavoro svolto dalla cooperativa Voci Erranti Onlus, che da 18 anni lavora all'interno della Casa di reclusione di Saluzzo.

Lì sono stati portati avanti, soprattutto, dei laboratori teatrali, ma da quando la struttura ha iniziato a ospitare uomini "in alta sicurezza" (con condanne più gravi), è nata anche l'idea di coinvolgere i detenuti in un laboratorio di scrittura creativa, con il progetto Liberalandia. C'è stato un bando, promosso da Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt, che ha sostenuto l'iniziativa, poi pubblicizzata all'interno del carcere. Si è formato, quindi, un gruppo di 13 detenuti. "Erano molto interessati - spiega la coordinatrice Grazia Isoardi - perché per loro è un aspetto poco condiviso. Parlano poco delle famiglie, è un argomento che fa star male e non hanno gli strumenti per elaborarlo. C'è poi una grave mancanza di personale nelle carceri, soprattutto in ambito psicologico".

A Saluzzo c'è l'assistenza di due psicologi che arrivano da Torino, ma solo un giorno a settimana. È troppo poco per garantire un ascolto sufficiente a oltre 400 detenuti, per questo un laboratorio come quello di Voci Erranti è diventato ancora più importante. Ma come si è arrivati a un libro? "Attraverso giochi ed esercizi - racconta Isoardi - nel laboratorio, condotto da due psicologhe e un antropologo (Francesca Gancia Vallarino, Monica Prato e Marco Pollarolo dell'associazione Mamre di Torino, ndr) e due educatrici del penitenziario (Cinzia Sannelli e Maria Andolina, ndr), siamo riusciti a individuare le 15 parole più utilizzate dai partecipanti nei loro scritti. Abbiamo detto: bene questi sono i nostri 15 ingredienti".

Termini come "bugia" o "maschera", legate soprattutto al dubbio più ricorrente: dire o no ai figli la verità? Poi altre parole, come "buonanotte" e anche "bosco" e "farfalla". Grazie al lavoro dello scrittore e autore teatrale Yosuke Taki si è arrivati alla creazione di un libro, "Il bosco buonanotte", nel quale i papà riescono a comunicare con i loro figli attraverso le metafore, ma soprattutto grazie alla condivisione di un linguaggio comune, quello della fiaba. L'opera, con le illustrazioni di Francesca Reinero, è in vendita a 15 euro e i proventi saranno devoluti a Voci Erranti per la realizzazione di progetti di inserimento sociale e lavorativo per i detenuti.