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di Sara Occhipinti

altalex.com, 6 luglio 2026

Il Guardasigilli fa il punto sulla situazione in seguito al grave episodio di violenza ai danni di un quindicenne nell’istituto Ferrante Aporti. Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio fa il punto sulla situazione delle carceri minorili, dopo il grave episodio di violenza ai danni di un quindicenne nell’istituto Ferrante Aporti di Torino. L’interrogazione parlamentare al Guardasigilli è stata avanzata il 18 giugno scorso dai deputati di Italia Viva. Dopo il grave episodio di violenza nel carcere minorile di Torino, “Ferrante Aporti”, dove un quindicenne è stato torturato dai tre compagni di cella, con schiaffi percosse e una marchiatura tipo tatuaggio con le molle arrugginite di un letto, episodio di cui nessuno, tranne l’avvocata della vittima, si era accorto, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio risponde all’interrogazione parlamentare di Italia Viva facendo il punto sulla situazione delle carceri minorili.

“Consapevoli della straordinaria criticità in cui versano un po’ tutte le strutture penitenziarie europee”, in conseguenza dell’aumento della delinquenza minorile, spiega il Guardasigilli “abbiamo rafforzato, in modo significativo gli organici e ampliato gli spazi detentivi”. Dal 2022, ricorda Nordio, il comparto funzioni uffici centrali ha registrato 1.491 assunzioni, di cui 428 funzionari pedagogici e la Polizia penitenziaria ha visto aumentare la dotazione organica da 1.390 a 1.613 unità raggiungendo una copertura prossima alla totalità del fabbisogno. Gli spazi detentivi sono stati ampliati con l’apertura di tre nuovi istituti, rispettivamente a l’Aquila con 28 posti a Lecce con 12 e altri 15 previsti e a Rovigo con 30 posti detentivi.

È stata rafforzata la sinergia tra il Ministero della Giustizia, il Servizio sanitario nazionale e le Regioni, con l’avviamento di comunità sociosanitarie ad alta integrazione terapeutica per i minori e i giovani adulti con disagio psichico. Per incrementare le attività trattamentali, educative e formative, ritenute strumenti fondamentali di prevenzione e riscatto, l’amministrazione della giustizia ha esteso collaborazioni con istituti scolastici, enti locali, Terzo Settore e Università.

Infine il Guardasigilli ricorda l’opera di ristrutturazione dei teatri di De Filippo a Nisida, con l’aiuto dei minori. Già in passato, il carcere minorile di Torino, Ferrante Aporti, è stato al centro delle cronache, per le devastazioni e la rivolta dell’agosto 2024, quando venti detenuti finirono sotto processo per aver appiccato incendi, distrutto celle, uffici, aule e palestra, filmando i crimini con un tablet rubato ad un agente di polizia penitenziaria e impossessandosi dei cellulari in dotazione per le chiamate a casa.

La sentenza di condanna di uno dei protagonisti della vicenda, descriveva il clima in cui sono maturati i reati come un “contesto di profondo malessere”, per la permanenza in carcere nei mesi estivi in una struttura, come quella di Torino, caratterizzata all’epoca per le condizioni di sovraffollamento e strutturalmente non equipaggiata per fronteggiare il caldo torrido estivo.

Il carcere minorile di Torino è stato recentemente attenzionato anche dal report diffuso dal sindacato infermieri Coina, che ha denunciato l’aumento del 60% di aggressioni verso il personale sanitario negli ultimi dodici mesi. Per Coina, l’incremento delle violenze sarebbe direttamente collegato all’aumento della popolazione detenuta, cresciuta del 50% negli ultimi anni, mettendo sotto pressione il sistema detentivo minorile. Con un infermiere ogni 600 detenuti, contro la media suggerita dal Consiglio d’Europa che prevederebbe un infermiere ogni 80-100 detenuti, è a rischio la sicurezza degli operatori, e non solo. Secondo l’OMS e il Garante nazionale delle persone private della libertà personale, le condizioni di affollamento superiori alla capienza possono favorire anche la diffusione di malattie infettive.