di Marina Lomunno
vocetempo.it, 19 giugno 2020
In tempo di Coronavirus anche la Relazione 2019 della Garante dei detenuti del Comune di Torino, Monica Cristina Gallo, si è tenuta "a distanza", tramite le piatteforme on line, venerdì 12 giugno in collegamento video anche con il sindaco Chiara Appendino: negli anni scorsi la presentazione del dossier, si teneva nell'aula Magna del penitenziario torinese "Lorusso e Cutugno" anche alla presenza di un gruppo di detenuti ed era l'occasione per fare il punto della situazione delle due principali aree di competenza dell'Ufficio della Garante, l'esecuzione penale, interna (il carcere per adulti e l'Istituto di pena minorile Ferrante Aporti) ed esterna e l'area del controllo delle migrazioni nella struttura del Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Torino (Cpr) di corso Brunelleschi.
Sono gli effetti del "blocco" che dal 9 marzo scorso, con il divieto d'ingresso dei parenti dei ristretti per i colloqui, dei volontari e il fermo di tutte le attività aggregative e di inserimento lavorativo ha penalizzato prima di tutto i detenuti, come aveva evidenziato la Garante già in una nostra intervista all'inizio dell'emergenza coronavirus.
L'emergenza sanitaria è scoppiata in un tempo problematico per i penitenziari italiani (e per quello torinese) che già soffrono per sovraffollamento e difficoltà dovute spesso a strutture obsolete e carenza di personale. Così la relazione della Garante (il cui mandato scade quest'anno dopo 5 anni di attività serrata per monitorare che i diritti dei detenuti vengano rispettati) ha sottolineato come il lavoro di rete compiuto nel 2019 e negli anni precedenti, in sintonia con la direzione del carcere e tutte e le associazioni che si occupano di problemi detentivi e grazie anche ai giovani obiettori che hanno lavorato nel suo ufficio - nel dossier è anche citata l'iniziativa del nostro giornale "Abbona un detenuto" - si sono potute evitare le proteste avvenute in alcune carceri italiane nei mesi scorsi.
"Fin dall'inizio dell'emergenza", ha evidenziato la Garante, "sono state organizzate assemblee con la direzione e i detenuti per informare sugli effetti del lockdown a cui io ho partecipato e, grazie alla possibilità di utilizzare smarth-phone e pc ho potuto continuare i colloqui con i ristretti soprattutto quelli più fragili e cercare di far fronte alle loro emergenze facendo da ponte con le famiglie". Rimane il problema del sovraffollamento del penitenziario torinese che non ha favorito le misure anti-contagio: all'inizio della pandemia al "Lorusso e Cutugno" erano recluse 1.480 persone su una capienza regolamentare di 1062 posti. 77 sono stati i detenuti positivi al Covid, 24 isolati, 641 persone sono state mandate o agli arresti domiciliari o scarcerate per fi ne pena. Nessun positivo al virus per fortuna nel Cpr di corso Brunelleschi le cui presenze al 9 giugno 2020 erano di 178 persone in attesa di rimpatrio.
Nessun contagio neppure all'Istituto minorile Ferrante Aporti le cui presenze dall'inizio della pandemia sono passate da 48 a 28 e dove si è proseguita la didattica a distanza per i giovani che seguono corsi di studio e si sono programmate alcune attività con i ragazzi nella sala cineforum. In attesa che si attenui l'emergenza e che la vita dietro le sbarre possa ritornare promuovere attività di reinserimento dei reclusi, Monica Cristina Gallo ha annunciato la pubblicazione del sito Liberante.it, un nuovo strumento on line con le informazioni di base rivolte a tutte le persone detenute che tornano in libertà, realizzato dall'Ufficio del Garante e dall'Associazione Museo Nazionale del Cinema di Torino.










