lospiffero.com, 11 agosto 2025
Il futuro Garante delle persone provate della libertà personale “dovrà occuparsi anche delle centinaia di persone trattenute contro la loro volontà e senza aver commesso reati nel Cpr di Corso Brunelleschi, che la Città vuole, come noi, chiudere. L’assenza in questo dibattito ci preoccupa e rischia di spostare l’attenzione dal chi al che cosa”. Ad affermarlo è la Rete torinese contro tutti i Cpr, in una nota “Nel mese di luglio - viene aggiunto - abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con il sindaco Lo Russo sulla scelta del futuro garante dei diritti delle persone private della libertà personale.
Abbiamo ribadito l’importanza di una scelta condivisa e qualificata per la figura del garante dei diritti delle persone private della libertà personale che si occuperà, come ha fatto Monica Gallo, di carcere, di Cpr e di ogni condizione in cui le persone sono private della libertà personale”. “Durante il colloquio - spiega la rete - abbiamo sottolineato tre punti fondamentali. Competenza: il nuovo garante deve avere un profilo solido in materia di diritti umani, migrazioni e inclusione sociale. Effettiva indipendenza: deve essere una figura realmente autonoma, in grado di monitorare e denunciare eventuali violazioni senza condizionamenti.
Continuità: riteniamo essenziale che prosegua il lavoro svolto dalla predecessora, garantendo coerenza nelle politiche di tutela”. “Consideriamo la scelta del garante non una formalità ma un segnale politico chiaro sulla volontà di proteggere i diritti di tutte e tutti, specialmente delle persone più vulnerabili. Il sindaco scelga sulla base di un mandato che risponda a requisiti che permetteranno di continuare a monitorare condizioni sempre più critiche delle persone nel Cpr, anche a seguito di continue restrizioni alle visite che non hanno ancora permesso, né alla Cgil né alla Rete No Cpr che ne hanno fatto richiesta, di entrare e valutare la situazione sanitaria, umanitaria, personale”.











