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di Massimiliano Nerozzi

Corriere di Torino, 16 aprile 2023

Le linee guida per le nuove pene sostitutive. La Camera penale: “Servirà un’apertura culturale dei giudici”. Con un protocollo di otto pagine - operativo da qualche giorno - uffici giudiziari e avvocati tracciano le “Linee guida per l’applicazione delle nuove pene sostitutive di pene detentive brevi”, ovvero le novità introdotte dalla riforma Cartabia.

Si tratta di un documento che vuole offrire la chiave interpretativa di alcuni punti della normativa, e sottoscritto da corte d’appello, Procura generale, Procura, Ufficio inter-distrettuale di esecuzione penale esterna (Uiepe), ordine degli avvocati e Camera penale “Vittorio Chiusano”.

Questo il menù previsto dal decreto legislativo 150 del 2022, cioè la riforma griffata dall’ex ministro della Giustizia: la semilibertà sostitutiva e la detenzione domiciliare sostitutiva per condanne non superiori a quattro anni; il lavoro di pubblica utilità per condanne non superiori a tre anni; e la pena pecuniaria sostitutiva per condanne non superiori a un anno.

“La nuova disciplina- si legge- attribuisce al giudice di merito il potere di sostituire la pena detentiva, anticipando alla fase della cognizione, a titolo di vera e propria pena, alcune forme di esecuzione extracarceraria che nell’ordinamento penitenziario vigente erano definite come “misure alternative alla detenzione”“. Sulla scia dell’ingresso tra i procedimenti speciali della sospensione del procedimento per messa alla prova, nella sostanza la riforma anticipa l’esecuzione della pena alla fase di cognizione, cercando di deflazionare il dibattimento e il carico di lavoro della sorveglianza.

Ma coinvolgendo nuovamente gli uffici di esecuzione esterna della pena- già gravati di tante incombenze - e contando “sull’apporto della difesa del condannato”. Come sottolinea il protocollo: il difensore, “ove miri alla sostituzione della pena detentiva, ha il concreto interesse a fornire al giudice tutti gli elementi conoscitivi funzionali allo scopo”.

Va da sé, ci potrebbe essere qualche criticità, come spiega l’avvocato Roberto Capra, presidente della Camera penale: “Si chiede un po’ di supplire a quelle che sono le difficoltà, per mancanza di risorse, dello Uiepe: che deve già far fronte a diversi compiti”.

Però, in prospettiva, la valutazione è positiva: “Potrebbe essere una rivoluzione importante - continua Capra - anzi, avrei dato anche più poteri al giudice del merito”. Dopodiché, dalla carta si dovrà passare alla pratica: “Siamo contenti - chiude - ma il tasso di soddisfazione sarà misurato sul campo. La sfida è se, dal punto di vista culturale, ci sarà un’apertura da parte dei giudicanti di primo e secondo grado”.