di Paolo Morelli
Corriere di Torino, 5 marzo 2025
Il Rigoletto va in carcere grazie al Teatro Regio. È la prima volta che l’ente lirico, guidato da Mathieu Jouvin, varca la soglia della Casa circondariale Lorusso e Cutugno, ma si tratta di un ulteriore tassello aggiunto al più ampio progetto di allargamento del teatro sul territorio cittadino. Lo spettacolo, ridotto grazie al lavoro di Vittorio Sabadin, andrà in scena il 10 marzo alle 16.30 per 80 detenuti selezionati dalla direzione (su 1.400 totali). “Questo genere di spettacoli - ha spiegato Sabadin - negli anni ha coinvolto 25 mila ragazzi. Ho pensato che quel tipo di formula avrebbe funzionato anche in carcere per un pubblico non preparato alla lirica, che deve essere raggiunto”. Ed è l’intento del Regio, con queste iniziative. “Il progetto - ha affermato Cristiano Sandri, direttore artistico del Regio - vede la partecipazione fattiva dei detenuti. Esiste già una collaborazione delle istituzioni con il carcere attraverso il Teatro Stabile”. Che ha coinvolto i detenuti nella realizzazione delle scenografie, insieme all’associazione Teatro e Società già attiva da tempo presso la Casa circondariale. L’intero progetto si realizza grazie alla collaborazione con la Fondazione Compagnia di San Paolo, nell’ambito del programma nazionale “Per Aspera ad Astra”.
La versione ridotta dell’opera vedrà protagonisti gli artisti del Regio Ensemble: Janusz Nosek (Rigoletto), Albina Tonkikh (Gilda), Daniel Umbelino (Il Duca di Mantova), Siphokazi Molteno (Maddalena) e Tyler Zimmerman (Sparafucile e Conte di Monterone). “Avere artisti qui - ha commentato Jouvin - consente di realizzare progetti con più agilità”. In scena anche l’attrice Chiara Buratti, già coinvolta nella programmazione per le scuole. La direzione musicale e l’accompagnamento al pianoforte sono affidati a Giulio Laguzzi, la regia a Riccardo Fracchia, le scene a Susi Ricauda Aimonino e i costumi a Laura Viglione.
“Mi commuove vedere questo coinvolgimento - ha aggiunto Elena Lombardi Vallauri, direttrice della Casa circondariale Lorusso e Cutugno - ed è bello pensare alla musica che si allunga tra i corridoi dell’istituto. Così si porta una dimensione di bellezza che toccherà i cuori dei presenti”. Uno stimolo anche per i dipendenti del carcere stesso. “Lavoriamo per qualcosa che non finisce lì”, ha concluso Luca Morali, comandante del reparto di Polizia penitenziaria.











