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di Simona Lorenzetti

Corriere della Sera, 9 agosto 2024

Sotto accusa per resistenza, lesioni e minacce i detenuti del Lorusso e Cutugno. Si contano i primi indagati nell’ambito delle inchieste che raccontano i disordini avvenuti nella notte tra l’1 e il 2 agosto nelle carceri Ferrante Aporti e Lorusso e Cutugno. Sono otto i nomi che compaiono nel fascicolo relativo all’istituto di pena degli adulti: le ipotesi di reato - contestate a vario titolo - sono resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e minacce. Le iscrizioni sono avvenute dopo l’invio delle relazioni di servizio degli agenti che hanno descritto la scansione degli eventi e il ruolo giocato dai detenuti. I disordini sono avvenuti nel padiglione B, già palcoscenico di proteste nelle settimane precedenti. E lo stesso giorno, alla stessa ora, è iniziata anche la rivolta al Ferrante Aporti.

Si contano i primi indagati nell’ambito delle inchieste che raccontano i disordini avvenuti nella notte tra l’1 e il 2 agosto nelle carceri Ferrante Aporti e Lorusso e Cutugno. Sono otto i nomi che compaiono nel fascicolo relativo all’istituto di pena degli adulti: le ipotesi di reato - contestate a vario titolo - sono resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e minacce. Le iscrizioni sono avvenute dopo l’invio delle relazioni di servizio degli agenti che hanno descritto la scansione degli eventi e il ruolo giocato dai detenuti.

Al Lorusso e Cutugno i primi problemi si sono registrati intorno alle 18, quando c’è stata una rissa tra stranieri e una lama artigianale è stata puntata alla gola di una guardia. “Volevano che aprissi i cancelli della sezione”, ha raccontato l’agente. Più tardi sono stati dati alle fiamme alcuni materassi: sono rimasti lievemente intossicati due ospiti e due guardie. La situazione è rimasta esplosiva fino a notte fonda: per domare la rivolta sono stati chiesti rinforzi al carcere di Ivrea, a quello di Saluzzo e ad altri istituti del Piemonte. Durante la sommossa, molti dei protagonisti erano ubriachi e sono stati anche sfondati alcuni cancelli. I disordini sono avvenuti nel padiglione B, già palcoscenico di proteste nelle settimane precedenti. E lo stesso giorno, alla stessa ora, è iniziata anche la rivolta al Ferrante Aporti. Dopo la Procura dei minori, anche quella ordinaria ha avviato le indagini. Il procuratore aggiunto Patrizia Caputo ha aperto un fascicolo per devastazione e incendio: entrambe le inchieste sono affidate al pm Davide Pretti. In particolare, si sta cercando di verificare se c’è un collegamento tra le due sommosse: il sospetto è che i detenuti del Lorusso e Cutugno possano aver innescato la protesta per favorire i ragazzi rinchiusi al minorile, che avevano progettato un’evasione di massa. Da giorni si sta procedendo all’identificazione di coloro che hanno partecipato alla devastazione: sono quasi tutti giovani adulti - ragazzi di età compresa tra i 18 e i 25 anni -, ma ci sono anche alcuni minorenni. I loro volti compaiono a più riprese nei filmati registrati dalle videocamere di sorveglianza prima che la sala regia venisse presa d’assalto e distrutta. Altri elementi si ricavano invece dal video che i detenuti hanno girato con un tablet (di cui si sono impossessati durante la rivolta) e poi postato sui social. Intanto, da giorni è in corso nei locali di corso Unione Sovietica un’ispezione ministeriale per valutare i danni.