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di Irene Famà


La Stampa, 2 settembre 2019

 

Discutere di accoglienza tra le mura del Cpr non è semplice. Lì, al Centro di permanenza per il rimpatrio di corso Brunelleschi, la maggior parte degli ospiti ha pagine e pagine di precedenti penali. E le rivolte sono all'ordine del giorno.

L'ultima è scoppiata nel pomeriggio di domenica, 1 settembre. Intorno alle 16, un gruppo di persone ha dato origine a una sassaiola contro le forze dell'ordine. Un agente è rimasto ferito: ha riportato la frattura di due falangi con una prognosi di trenta giorni. "Per un po' non voglio sentire parlare di comprensione e integrazione" si sfoga su Facebook dopo quella che definisce una azione di guerriglia. "Con cinque carabinieri - racconta - mi sono trovato a fronteggiare 158 persone, sotto un lancio di sassi pericolosissimo durato un tempo interminabile".

L'arrivo di tre squadre del Reparto mobile ha riportato la calma. Ma lui, il poliziotto ferito, è esausto. "I signori della politica fanno il gioco delle poltrone - scrive sui social - Ma, in questi centri, ad ogni turno si sfiora la tragedia e prima o poi qualcuno si farà male sul serio. Sono polveriere sempre pronte ad esplodere".

In tre, due marocchini e un tunisino sono finiti in manette per danneggiamento, resistenza e lesioni. L'ex ministro dell'Interno, Matteo Salvini, coglie l'occasione per dirsi "Orgoglioso di aver inasprito le pene per chi attacca le divise". C'è la querelle politica. E ci sono le continue rivolte che, come sottolinea Pietro Di Lorenzo, segretario generale provinciale del sindacato Siap: "non possono essere gestite con pochi agenti". La carenza di personale è un tema che ha sollevato più volte. "Così è impensabile fronteggiare le esigenze del Centro".

L'episodio di domenica è stato l'ultimo della settimana. Al Cpr di Torino, l'unico attivo nel Nord Italia, sono arrivate persone nuove da altre province. E gli equilibri, già precari, sono saltati. La prima rivolta è scoppiata nella notte tra giovedì 29 e venerdì 30 agosto, quando un gruppo di ospiti ha dato fuoco ai materassi e ha divelto alcuni arredi per lanciarli contro i poliziotti. Qualcuno si è arrampicato sulle recinzioni per fuggire. I disordini si sono ripetuti la notte tra venerdì e sabato.